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Covid: meglio seppellirsi vivi o meglio vivere?

Puoi dire quello che vuoi, ma il covid é la prima epidemia della storia senza morti.

Il diritto alla salute non é più un diritto, ma è stato trasformato in dovere, diventando il crudo bastone di un regime fasciosanitario mondiale.

gioconda con mascherinaIl governo é come un ex coniuge: ti dice che è per il tuo bene, o quello dei tuoi figli, e intanto ti danneggia.

Dobbiamo oggi lottare, tutto al contrario, per il diritto di ammalarci e avere due giorni la febbre come prezzo, tuttavia, per aver vissuto, toccato, abbracciato, amato.

Dobbiamo spendere e investire come figli i talenti che ci sono stati dati dal Padre, senza seppellirli sotto la terra come tutti i governi vorrebbero che facessimo, rovinando noi stessi e finendo per non vivere.

La vita è un dono da vivere.

Se la seppellisci sotto terra, o, se preferisci, la metti solo la celebre campana di vetro, la stai solo sciupando, anziché spendendo.

Non è tragico morire: é tragico non vivere.

(compito per tutti: rileggere la parabola dei talenti nei Vangeli)

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riflessioni

Negazionista a chi?

É peggio il taccone del buco.

É una frase che si dice a Modena e Bologna per significare che, a volte, il rimedio é peggiore del male, alludendo a quelle rammendate di capi di abbigliamento che sono così vistose da notarsi più del buco cui volevano porre rimedio.

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I negazionisti non esistono, in realtà, salvo pochissime eccezioni.

Quelli che chiamano negazionisti sono solo persone che dicono che il virus certamente esiste ma che tutto quello che viene fatto per prevenirne la diffusione non può essere peggiore, cioè più
distruttivo, del virus stesso.

Non puoi indossare una mascherina anche quando é dannoso per la tua salute.

Non puoi chiudere tutto il Paese facendo crollare l’economia, perché senza economia poi non ci saranno risorse adeguate per la sanità, per i malati di covid e per tutti i pazienti con patologie diverse.

Questo non è complottismo, ma un’opinione, un punto di vista, ragionato, oculato per molti versi, comunque legittimo, che non é invece legittimo da parte dei politici, specialmente i più incapaci, liquidare come se fosse un’opinione priva di fondamento, quando per molti versi é vero il contrario.

Proprio in tempi difficili come questi gli assolutismi vanno evitati e va conservata la ragionevolezza.

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Media e covid: come indurre terrore.

Ieri mattina sono andato a fare la spesa come spesso faccio al sabato.

Gli altoparlanti del supermercato mandavano gli ultimi notiziari.

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Alle notizie del presunto incremento dei contagi, vedevo le persone coi loro carrelli incurvarsi, abbattersi, imprecare parlando da sole.

Quelle notizie marce, ritrite, che un ignoto speaker aveva ripreso acriticamente da un’altra fonte che le aveva riportate sempre in maniera pedissequa, a cervello debitamente addormentato, che a sua volta le aveva riprese da un’altra fonte ancora, e così via, sino a risalire alla persona irresponsabile o disonesta che le aveva prodotte, ebbene quelle notizie fasulle, quei fattoidi, generavano ansia, angoscia, angustia, spavento e terrore assolutamente veri.

Ho fatto il liceo classico, ho una laurea presa in corso con lode, tre master, sto prendendo il quarto.

Tutte le sere tento di leggere il giornale e ogni volta mi irrito perché capisco che non c’è un giornalista che abbia davvero capito qualcosa del virus o che, con la consapevolezza dei suoi limiti, sia un minimo affidabile, che a riguardo racconti qualcosa di utile. Tutti a riconfezionare fatti contraddittori, isolati, de-contestualizzati, con il solo evidente scopo particolare di riempiere una colonna e andare a mangiare.

Parlo del mainstream ovviamente, Repubblica, Corriere, ecc., fuori da esso magari qualcosa di buono si trova.

Tutti sparano cifre a caso, senza contestualizzarle, senza fornire criteri per la loro «lettura» ed elaborazione, senza fornire, inoltre, un quadro di contesto o una cornice in cui inquadrarle ed elaborarle, con un solo, del tutto evidente, scopo più di sistema: quello di indurre una reazione emotiva in chi legge e ascolta.

La mia reazione emotiva é quella di irritarmi per la totale assenza di professionalità dei giornalisti italiani, ma nelle persone comuni invece, che non hanno gli strumenti di cui disponiamo io e non molti altri, è esattamente quella che vogliono loro.

I media stanno agitando numeri e notizie privi del minimo senso per iniettare terrore nei cuori delle persone.

Te lo ripeto: i media stanno agitando numeri e notizie privi del minimo senso per iniettare terrore nei cuori delle persone.

Vecchi e bambini soprattutto – ne ho sentiti e visti diversi – sono terrorizzati.

Questo è quello che stanno facendo i media: terrorismo.

Questo sia chiaro al netto di quella che sia la realtà del
coronavirus, che io non conosco e su cui non voglio dire nulla. Io parlo di ciò che conosco e su questo ti assicuro che quello che stanno facendo i media, a prescindere da tutto, é terrorismo e sta
funzionando egregiamente perché la gente è davvero spaventata.

Non voglio certo fare il negazionista. Sarebbe però per certo un miglioramento se quante più persone possibili divenissero in grado di ascoltare le notizie con il necessario apparato critico per leggerle o anche solo capire che si tratta, come accade spesso, di una
non-notizia, un fattoide – un contenuto privo di valore prodotto da un giornalista che non aveva voglia di fare il suo lavoro perché aveva i tortellini nel piatto che gli si scuocevano.

L’uomo contemporaneo non è forte. É delicato forse e anche ancora di più di quello di tutti gli altri tempi. Basta pochissimo per turbarlo nel corpo e nell’anima.

Se, come é probabile, stai attento a quel che mangi, e a quel che ti metti in bocca, stai bene attento anche a quel che ti infilano in testa.

Oggi ti lascio con questa esortazione fondamentale.

Non praevalebunt.

Evviva noi.

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