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riflessioni

Ogni scelta é determinata dalla paura.

La scelta in ordine alla vaccinazione é determinata, per lo più, da
ciò che ad ognuno fa più paura: chi vi si sottopone, ha più paura del
covid; chi invece non si fa inoculare ha più paura del vaccino.

Questa é la «grandezza» con cui prendiamo le nostre decisioni, la
scienza non c’entra nulla.

Non c’è nessun numero, nessun dato, nessuno studio che possa
dimostrare con certezza assoluta che la vaccinazione sia preferibile o
meno.

Ci sono, infatti, troppe causalità ipotetiche, ti faccio solo un esempio.

Una persona si vaccina, poi muore per il covid. Uno può dire se non si
fosse fatto il vaccino, sarebbe morto lo stesso, morto prima, non
sarebbe morto. Sono ipotesi indimostrabili anche con una CTU post
mortem.

Una persona si vaccina e non si infetta, si infetta in modo
asintomatico, si infetta presenta sintomi lievi, oppure gravi, ma alla
fine ce la fa. Anche in questo caso é impossibile, per la scienza e la
medicina, dire cosa sarebbe successo a quella persona se non si fosse
vaccinata, la situazione relativa non è ricostruibile ex post, se non
in termini di lata causalità ipotetica, ma questo significa parlare di
niente.

Sì, abbiamo ascoltato tutti la spiegazione di come funzionerebbero i
vaccini, però fatto sta che ci sono persone che si vaccinano e muiono
o per il covid o per il vaccino, come é stato accertato in tribunale
almeno in un caso – senza, beninteso, che ciò possa imporre una
sospensione della vaccinazione, perché vale sempre la considerazione
per cui se un vaccino salva più vite di quante ne stronchi, per quanto
cinico possa apparire, va mantenuto.

Tra alcuni anni, a bocce ferme, si potranno tentare alcune letture su
base statistica, che lasceranno per lo più però lo stesso il tempo che
troveranno…

La medicina occidentale e l’industria del farmaco hanno, insomma,
provato a trovare una cura, o meglio una strategia, ma non è affatto
detto né che funzioni, né, come é stato pur detto dagli «esperti», che
funzionicchi.

É giusto provarci, ma l’operazione deve essere espressamente
classificata come un tentativo: bisogna dire una cosa come «al momento
non abbiamo di meglio, non abbiamo sicurezze né garanzie da offrirvi,
vedete voi che cosa fare».

In questa situazione, ci sono dunque alcune cose che vengono sentite
come comunque sbagliate e violente.

La prima è la protervia dei governi, che impongono obblighi vaccinali
diretti o indiretti.

La seconda è la superbia che ogni tanto si manifesta nell’una o
nell’altra categoria nei confronti dell’altra, con la presunzione che
la propria scelta sia sempre la migliore.

Io, al momento, ho scelto di non vaccinarmi e non credo che mi vaccinerò.

So perfettamente che potrei ammalarmi e crepare e allora forse la mia
scelta potrebbe rivelarsi non esser stata quella giusta, esattamente
come tutte le scelte della vita, il cui vero significato arriva solo
in seguito.

In altri termini, so che, anche se al momento non la penso come loro,
potrebbero aver ragione i vaccinisti.

Non sarebbe né la prima né l’intima volta in cui mi sbaglio.

Ma io devo sbagliare da me, secondo quello che mi sembra in quel
momento più giusto. Io, ad oggi, non penso affatto che abbiano ragione
i vaccinisti, penso di aver ragione io, altrimenti mi comporterei
diversamente. Però ho la consapevolezza che le mie conclusioni,
esattamente come quelle di tutti, sono sempre fallibili.

Siccome le ragioni di una scelta piuttosto che di un’altra sono
emotive, non capisco come possano gli appartenenti di una categoria
ritenersi migliori dei membri dell’altra.

Tu saresti meglio di me perché ti fai sempre condizionare dalla paura
di qualcosa come me, ma scegli in base ad una paura migliore della
mia?

Cioè io ad esempio sarei un vigliacco perché ho paura del vaccino
mentre tu non la saresti perché hai paura del covid?

Nessuno é un vigliacco, aver paura é normale, ognuno nutre le paure
che nutre in base ai propri filtri cognitivi e al suo vissuto.

Non sta in piedi.

Vogliamoci bene e preghiamo per la salvezza, del corpo e dell’anima, di tutti.

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riflessioni

Aulin e preparati contro il covid: un paragone possibile?

Adoro la logica di quelli che condividono i foglietti illustrativi dei
principali medicinali consumati in Occidente, per mostrarne i gravi
possibili effetti collaterali, per poi concluderne che, se assumiamo
quei farmaci senza tante storie, dovremmo, con la medesima noncuranza,
farci inoculare serenamente i preparati sperimentali contro il covid.

Quello che mi attrae, in tali circostanze, é la piena convinzione con
cui si possono sostenere ragionamenti e conclusioni di questo genere,
letteralmente infarciti di fallacie logiche che, tuttavia, non
sembrano destare o ancora meno sollevare il minimo sospetto.

Mi limito a citarne sono alcune:

  • il fatto che un farmaco presenti possibili effetti collaterali non
    dovrebbe affatto indurre a farvi ricorso con nonchalance, ma solo in
    caso di effettivo bisogno e con tutte le precauzioni del caso;
  • ci sono moltissime persone che riescono a vivere benissimo senza
    molti farmaci, usandone pochi e solo raramente, se non nessuno del
    tutto, semplicemente curando la nutrizione, la forza del corpo, la
    connessione col sole e altre pratiche di sicuro e ormai comprovato
    aiuto accanto alla medicina tradizionale occidentale;
  • quei farmaci sono stati testati molto più a lungo, sia prima che
    dopo l’immissione sul mercato, rispetto a preparati sperimentali
    contro il covid, che, al confronto, non hanno superato quasi nessuna
    delle fasi previste per un farmaco, a motivo dell’emergenza;
  • sempre quei farmaci vengono assunti in presenza di una patologia
    conclamata o almeno un sintomo, ad esempio ho mal di testa e prendo un
    Aulin, mentre i farmaci contro il covid vengono somministrati a
    persone che stanno bene e si pretenderebbe addirittura di darli a
    persone, i giovani, che é quasi impossibile si possano ammalare;
  • non si può, per mille motivi, paragonare l’utilizzo singolo o
    circoscritto di un farmaco ad una campagna di somministrazione di
    massa porco cazzo…

Queste sono alcune piccole differenze che ci sono tra le due
situazioni che l’uomo dei social pretenderebbe di mettere a confronto
come se fossero uguali o, almeno, analoghe, quando é del tutto
evidente che non sono né l’una né l’altra.

La verità è che la realtà che vede l’uomo dei social é emotiva: lui
non arriva a delle conclusioni attraverso un iter logico, lui parte
dalle sue conclusioni e poi sostiene e appoggia qualsiasi sciocchezza
possa portare acqua al mulino di quelle conclusioni da cui è partito.

La cosa più paradossale di tutte é che é convinto di credere nella
scienza quando, lo diciamo ancora una volta, la scienza è solo un
metodo, che peraltro predica l’esatto opposto di quello che fa l’uomo
dei social: prima analizzare i fatti, effettuare se del caso alcuni
esperimenti, solo alla fine tracciare delle eventuali conclusioni.

L’uomo dei social, che si reputa troppo intelligente per credere in
Dio, finisce così per credere a qualsiasi sciocchezza; ha bisogno di
credere nei vaccini perché sostanzialmente non dispone di altro,
quindi finisce per aderirvi, non importa quanto la logica possa
gridare, egli non la sente.

Non tutte le opinioni sono davvero opinioni, alcune sono cazzate.

Evviva noi.

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riflessioni

Difesa dal green pass: guida all’uso di blog e studio.

In questi giorni sto ricevendo, un po’ dappertutto, domande di
chiarimenti sul green pass. Il tema è molto sentito, le persone e le
aziende hanno bisogno di informazioni e, in qualche caso, di
assistenza concreta.

Così ho pensato di scrivere alcune brevi istruzioni per l’uso in modo
da canalizzare meglio sia le richieste di informazioni che le
risposte, in modo che queste ultime vadano a beneficio di tutti,
distinguendo anche, per dovuta chiarezza, tra cose che faccio
gratuitamente, per liberalità e aiuto disinteressato, ai cittadini e
cose, invece, a pagamento.

Allora, se vuoi qualche chiarimento, informazione, spunto, puoi
contattarmi tranquillamente. É gratuito e non si spende assolutamente
niente.

Può darsi che, in alcuni casi, il problema che mi poni non sia
semplice come pensi e sia necessario un lavoro di approfondimento per
capire meglio la situazione: in quei casi, sarò io a dirtelo,
facendoti presente il lavoro di approfondimento che sarebbe necessario
e indicandotene il costo, dopodiché valuterai liberamente se vuoi fare
la spesa relativa.

Per tutti i chiarimenti e le informazioni gratuite ti chiedo solo di
scrivermi qui sul blog, dal modulo dei contatti, e di non usare nessun
altro canale. Non usare cioè facebook, messenger, whatsapp, mail e
così via. Ti colleghi al modulo dei contatti, di cui ti lascio di
seguito il link nei riferimenti, lo compili veloce ed è fatta.

Un altro modo per ottenere risposte e chiarimenti gratuiti é quello di
lasciare un commento sotto ad un post del blog inerente al problema
specifico.

Alcune persone leggono i post e poi mi chiedono chiarimenti via
WhatsApp o Messenger relativamente al contenuto del post. Questo non
va bene: mi lasci invece un commento sotto al post, così la risposta
che scrivo sarà utile per tutti quelli che leggeranno il post.

Veniamo adesso alla parte a pagamento.

Ci sono situazioni in cui la raccolta informazioni non serve più a
niente, ma bisogna agire.

Ad esempio, hai ricevuto una lettera dal tuo datore di lavoro che ti
intima di presentare il green pass.

Qui non ci sono cazzi, bisogna approfondire e rispondere per iscritto.

Prendi appuntamento con me.

Se sei vicino a Vignola, o comunque disposto a venire di persona,
l’appuntamento sarà in studio. Viceversa, sarà via Skype.

Ma dobbiamo partire da un appuntamento.

Per prendere l’appuntamento, chiami il numero dello studio 059761926 e
chiedi della mia assistente; é lei che mi gestisce l’agenda, grazie a
Dio.

Quanto costa l’appuntamento?

Al momento io lavoro a 100€/ora, valuta tu quante ore vuoi prenotare,
di solito si comincia con un’ora e poi si vede, salvo che la
situazione non si presenti sin da subito particolarmente complessa.

Riassumendo.

Se vuoi per il momento solo prendere qualche informazione, chiarimento
e spunto, sono disponibile a fornirteli del tutto gratuitamente, così
come del tutto gratuitamente scrivo questo blog tutti i giorni da
oltre vent’anni.

Sarà per me anzi un piacere darti una mano, quindi scrivimi tutte le
volte che vuoi sei davvero il benvenuto.

L’unica cosa che ti chiedo é di scrivermi sul blog o tramite il blog e
non altrove:
– compilando il modulo di contatto;
– lasciando un commento sotto ad un post inerente (non ovviamente ad
un post qualsiasi che non ha niente a che vedere con la tua domanda).

Se invece hai bisogno di o vuoi assistenza da parte mia, allora
diventa lavoro a pagamento, sulla base almeno di un costo chiaro e
determinato con precisione prima di iniziare il lavoro.

Puoi acquistare una consulenza on line (ti lascio anche questo link
tra i riferimenti) oppure chiamare il mio studio per avere un
appuntamento: in entrambi i casi ci sarà comunque un appuntamento, in
presenza o tramite Skype (o altri sistemi di videoconferenza).

Segui sempre queste istruzioni e nessuno si farà male.

Evviva noi.

Riferimenti

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riflessioni

Vaccinazione: rispetto per i punti di vista di ognuno.

La scelta se vaccinarsi o meno dipende dal vissuto di ognuno, non soltanto con riferimento a eventuali patologie fisiche pregresse, correnti o croniche, ma anche agli aspetti spirituali, concernenti il modo in cui una persona si relaziona con la propria fragilità, la propria caducità e l’eventualità di ammalarsi.

In altri termini, il punto di vista che ognuno di noi ha verso la campagna vaccinale dipende dalla struttura della sua personalità, da come ha vissuto sino ad ora, dalle sue esperienze, traumi, ferite e disfunzionalità.

Per questo, a mio modo di vedere le scelte e gli atteggiamenti di ognuno non possono essere giudicati dagli altri: chi lo facesse non solo sbaglierebbe, ma si avvelenerebbe perché il giudizio è un veleno che intossica per primo chi lo pratica.

È evidente che se, ad esempio, una persona é ipocondriaca o tende all’ipocondria avrà un punto di vista molto più favorevole verso la campagna vaccinale, perché in lei il livello di paura é molto più alto che in un’altra persona.

Sono, peraltro, queste le motivazioni che ci muovono.

Chi parla di scienza o motivi scientifici sta, di fatto, barando, magari del tutto
inconsapevolmente.

Siccome una risposta certa dalla scienza non c’è, per mille motivi di cui ho già abbondantemente parlato in altri post,
giungere a conclusioni «scientifiche» in realtà non costituisce altro che la copertura di facciata di situazioni emotive che sono quelle che davvero hanno determinato la persona a decidere in un modo piuttosto che in un altro.

L’ipocondriaco del nostro esempio, dunque, non ti dirà mai «mi vaccino
perché mi sto cagando addosso», ma nobiliterà la sua scelta dicendo «mi vaccino perché credo nella scienza e perché voglio tutelare anche gli altri».

Questo naturalmente vale anche per chi non vuole vaccinarsi, che magari ha una fobia dei farmaci, ma non te lo confesserà mai e dice che non si vaccina perché bisogna «lottare per la libertà» e altri alti e nobili consimilari scopi.

Una volta bolliti tutti questi discorsi, sul fondo rimane che ognuno di noi non sa davvero nulla della vita degli altri.

Ognuno di noi, a ben vedere, non conosce bene nemmeno se stesso, figuriamoci gli altri da sé.

Il giudizio, dunque, prima che sbagliato é anche impossibile in re ipsa.

Nessuno di noi può davvero sapere perché uno è pro vaccino o free vax, sono le propensioni di ognuno.

É un peccato che ogni categoria debba additare le altre come quelle
degli «stupidi», di quelli che «non capiscono», via via a volte salendo ad eccessi verbali davvero poco commendevoli, soprattutto per la fallacia logica dei ragionamenti che ne stanno alla base.

La verità è che le persone intelligenti stanno in ogni categoria e sono, purtroppo, una minoranza, mentre gli idioti sono parimenti ubiquitari e sono purtroppo la maggioranza.

Ognuno cerca di fare il meglio per sé e per gli altri e lo valuta sulla base degli strumenti e dei punti di vista di cui dispone. Non c’è mai uno che ha «più scienza» di un altro, quello é solo un
presuntuoso.

Evviva noi.

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riflessioni

Panpsicosi: spetta a te decidere di liberartene.

Dozzine, ormai centinaia di volte mi è stato benevolmente augurato, da
gente «rimasta umana», di ammalarmi e finire in terapia intensiva,
anzi se possibile ancora meglio ammalarmi e restare senza cure, fuori
dal SSN, considerato che «non avevo rispetto» e quindi non meritavo la
sanità pubblica.

Praticamente tutte le volte che ho parlato della panpsicosi, che ho
detto che il covid é la prima epidemia della storia senza un numero di
morti minimo per poterne parlare seriamente in quei termini, che ho
messo in dubbio la bontà del vaccino e che ho denunciato la
inaccettabile porcata fascista e il vero e proprio stupro di Stato
dell’obbligo vaccinale per i sanitari, mi é stata istericamente
augurata quella triste sorte, sicuramente per dare quel «rispetto ai
morti» che io non stavo loro pagando.

Tutto all’opposto, ogni volta che quegli zombie mi auguravano di
crepare mi sono sentito più vivo, così come mi sento ancora di più
oggi, senza aver mai fatto un tampone, dopo aver stretto la mano di
ogni cliente che mi é entrato in studio che ne aveva bisogno, tolto la
mascherina a gente che parimenti aveva bisogno di parlarmi facendosi
guardare in faccia da me, dopo aver pressoché tutti i giorni
sputtanato a dovere il giornalismo demenziale, gli scienziati idioti,
i politici conigli e i sanitari per lo più castrati che abbiamo in
Italia.

Quelli che sono sempre più morti nel frattempo sono loro, sprofondati
in paure e psicosi che resistono a qualsiasi ragionamenti e
soprattutto all’evidenza della realtà, completamente avviluppati dalla
ragnatela di cazzate sapientemente ricamata loro intorno da media,
governo e sistema, appesi uno per uno, ciascuno nella propria cantina,
come salami in attesa di essere mangiati.

Ci rivedremo a settembre, buona estate a tutti.

Rock n’ roll.

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La vera qualità dei numeri di oggi.

Sono mesi che vi dico che i numeri dell’Istituto superiore di sanità, riguardati come Vangelo, sono fuffa, ma voi continuate a crederci perché credete ne «lascienzah» e perché quelli sono dati «ufficiali» e «sicuri» (sicuri come i preparati sperimentali di Big Pharma contro il covid).

Ecco di che cosa sono fatti i vostri numeri, la vostra «scienza», i vostri «dati», la base ritenuta sicura di tante convinzioni accolte senza spirito critico.

E chi l’avrebbe mai pensato che una cosa del genere potesse accadere, soprattutto in Italia…

«gli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati riguardante la pandemia, modificando il numero dei positivi e dei tamponi, diretto all’Istituto superiore di sanità, alterando, di fatto, la base dati su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus»

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«Decidono i numeri»: ma i numeri chi li decide?

«Decidono i numeri», detto dal magnifico e progressivo Draghi a proposito delle restrizioni, é la versione modernista e demenziale del lavarsi le mani di Pilato.

É un’abdicazione totale e incondizionata al Nulla.

Chi dovrebbe governare si fa invece, tutto al contrario, governare esso stesso, finendo per perdere qualsiasi autorevolezza e
credibilità.

Ho parlato nei giorni scorsi della mania dell’uomo contemporaneo per i numeri, da cui é attratto come se fossero un distillato del suo nuovo dio, la scienza, ma che finiscono invece solo per essere veicoli per le sue nevrosi.

Ma chi e soprattutto come li vagheggia e definisce questi numeri, cui il nostro primo ministro sembra aggrapparsi con più determinazione di quella con cui un naufrago si abbarbica al suo relitto di legno?

Gli scienziati? I medici? I docenti universitari?

La prima categoria non esiste, se non nei fumetti e nei cartoni animati – sarebbe imperdonabile non menzionare il dottor Frink dei Simpson e Archimede di Paperino.

Quanto alle altre due, va detto e ben rimarcato che, come accade esattamente per tutte le categorie professionali, sono composte per la maggior parte da incompetenti che non sanno fare il loro lavoro e non hanno competenze e preparazione adeguata.

Oppure dobbiamo pensare ai giornalisti, che titolano “morto per covid”, poi vai a leggere il testo dell’articolo e scopri che aveva 99 anni?

Ecco, se i numeri sono quelli forniti da queste categorie e in questo modo, allora abdicare a favore di questi numeri significa esattamente mandare il cervello all’ammasso e non avere alcuna – e sottolineo alcuna – speranza di ben governare.

Se così stanno le cose, come mi pare evidente che stiano, non so cosa ci sia da bearsi nel farsi governare da numeri falsi, bugiardi, improbabili, inattendibili, infondati, falsati e via dicendo.

Non so nemmeno cosa ci sia da esserne orgoglioso, sarebbe come dire «Ho progettato un razzo per la luna sul presupposto che due più due faccia sei!»

La realtà innegabile é che questo, nonostante il curriculum tanto celebrato del capo, é l’ennesimo governo fatto di fuffa, da cui c’è da aspettarsi qualche provvedimento azzeccato esattamente come ci si aspetta da un orologio rotto che segni l’ora esatta due volte al giorno.

Smetti di credere alle menzogne del mainstream, smetti di avere paura.

PS si capisce abbastanza che secondo me Draghi, nonostante le incensate che riceve da tutte le parti, è l’ennesima figura priva di sufficiente fermezza per gestire come si dovrebbe la situazione?

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riflessioni

Vivere nel terrore del covid: ne vale la pena?

Il primo fondamento della nevrosi é la parola, cioè la logica (non a caso, parola in Greco si diceva logos), ma dove le nevrosi dilagano davvero é nei numeri, che sono un livello di astrazione ancora ulteriore, che, come tale, é devastante per l’equilibrio spirituale, che richiederebbe un radicamento nel cuore e nelle parti profonde, cioè nel dominio del simbolo, e consente di innestare ancora più in profondità le deviazioni psicotiche.

pexels-photo-3992933.jpegL’uomo contemporaneo é letteralmente schiavo dei numeri, che gli vengono ammansiti più volte al giorno da media sempre più scadenti: limite del colesterolo, peso forma, misura della circonferenza in vita, calorie, anno di età biologico, numero di ore di lavoro, ammontare del debito pubblico, anni di prescrizione, numero di contagiati, numero di sani, numero di morti…

Ogni volta che viene in qualche modo attinto da uno di questi numeri – inventati per lo più totalmente a caso dai media e dai loro ridicoli e tragici “esperti”; a proposito, ringrazio il covid che ci ha mostrato molto chiarimente i limiti della scienza, il dio dell’uomo
contemporaneo, e della tecnica, mandando in onda liti continue tra virologi, medici e più in generale “quelli che sanno” ovvero “gli studiati” – ogni volta, dicevo che viene attinto da uno di questi numeri, divisati totalmente a caso (gli aruspici e gli astrologi erano persone estremamente più serie), l’uomo contemporaneo si deprime, si rabbuia, si oscura, si rattrista.

Ancora una volta i numeri sono falsi, le emozioni sono vere.

Eppure non è difficile vedere che i media, gli esperti, si appoggiano ai numeri ormai come un ubriaco ad un lampione.

Possibile che i numeri entrino acriticamente in testa a tutti, dove sono liberi di fare danni, scatenare paure, angoscie, tristezze e nevrosi, senza un minimo di ragionamentino, anche piccolo?

100.000 morti per covid, vi dicono.

Ma come sono stati contati questi decessi?

Sono come i sondaggi che Hillary Clinton era “sempre in testa” e poi ha vinto quell’altro?

Sono più seri dei sondaggi politici perché li hanno fatti dei medici e non da persone distratte al telefono?

Se ti fidi tu…

Quanti anni avevano quei morti? Quali altre patologie avevano?

Soprattutto, c’è il nesso eziologico tra il covid e la morte?

Parliamone un attimo. Quando sono morti avevano il covid, ok (forse).

Ma se anziché il covid avessero preso un’altra patologia, come ad esempio l’influenza stagionale, sei sicuro che non sarebbero morti ugualmente?

Perché vi sia nesso causale, o eziologico, dovremmo rispondere in modo affermativo a questa domanda, quando invece per molti anziani o soggetti con molte altre patologie non sarebbe possibile: bisogna all’opposto dire che sarebbero morti qualsiasi altra patologia concomitante avessero contratto, per cui che siano morti col covid é solo un accidente e non la vera causa, dal momento che erano appesi a un filo e sarebbero morti comunque più o meno nello stesso periodo.

Quanti, di quei 100.000 che ti dicono essere morti, erano in queste condizioni?

Adesso facciamo un altro discorso.

La tua esperienza é in linea, nel tuo piccolo, facendo le dovute proporzioni, con la narrazione dei media, con la realtà rappresentata dai media?

La mia no.

Io conosco tante persone ormai.

Nessuno di quelli che conosco é morto.

Cioè non conosco nessuno, tra i miei parenti, amici, conoscenti, clienti dello studio legale, clienti del counseling e delle altre cose che faccio che sia morto per covid.

Per contro, conosco moltissima gente che si è ammalata ed è guarita, per lo più dopo un paio di giorni di febbre. Anche persone piuttosto anziane con patologie gravi.

Adesso io non voglio fare il solito ingenuo che proietta la sua singola esperienza aneddotica e pretende di farne verità universale, però il contrasto con la narrazione dei media é davvero tanto e non può non imporre una riflessione.

Inoltre é passato davvero tanto tempo dall’inizio della “pandemia” e la gente, salvo rari casi (che sarebbero peraltro da accertare con molto maggior rigore, come dicevo), non muore.

Ormai tutti si stanno accorgendo che il covid deve essere
ridimensionato rispetto alla narrazione terroristica che ne era stata fatta agli inizi.

Questo è tanto vero che i media si sono inventati ovviamente un nuovo spauracchio.

Infatti ti stanno dicendo «vabbeh in qualche modo il covid lo stiamo tenendo sotto controllo, grazie alle magnifiche e progressive doti del nostro servizio sanitario nazionale, però ci sono le VARIANTI».

Le varianti, guarda caso, sono sempre diverse, mai una sola, e soprattutto sono «molto contagiose» e tali per cui non se ne conoscono gli effetti.

Insomma, devi continuare ad avere paura.

E devi continuare a biasimare quelli che non hanno paura, gettando su di loro lo stigma sociale.

Una volta si biasimavano quello che si rifiutavano di andare in guerra per difendere l’Italia perché erano considerati dei vigliacchi, adesso si addita al pubblico ludibrio invece chi NON ha paura, esattamente al contrario.

E io dovrei ringraziare il giurista di Volturara Appula per averci immerso in questa situazione disastrosa senza alcun motivo valido, facendo fallire l’economia di un paese intero e rovinando i nostri giovani?

Ma io contesto duramente lui e tutti quelli che non fanno altrettanto.

Se vuoi vivere nella paura per niente, continua a credere al sistema.

Altrimenti, prova a iniziare a ragionare con la tua testa, si fa un po’ di fatica all’inizio ma poi é molto più divertente.

Evviva noi.

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Covid: meglio seppellirsi vivi o meglio vivere?

Puoi dire quello che vuoi, ma il covid é la prima epidemia della storia senza morti.

Il diritto alla salute non é più un diritto, ma è stato trasformato in dovere, diventando il crudo bastone di un regime fasciosanitario mondiale.

gioconda con mascherinaIl governo é come un ex coniuge: ti dice che è per il tuo bene, o quello dei tuoi figli, e intanto ti danneggia.

Dobbiamo oggi lottare, tutto al contrario, per il diritto di ammalarci e avere due giorni la febbre come prezzo, tuttavia, per aver vissuto, toccato, abbracciato, amato.

Dobbiamo spendere e investire come figli i talenti che ci sono stati dati dal Padre, senza seppellirli sotto la terra come tutti i governi vorrebbero che facessimo, rovinando noi stessi e finendo per non vivere.

La vita è un dono da vivere.

Se la seppellisci sotto terra, o, se preferisci, la metti solo la celebre campana di vetro, la stai solo sciupando, anziché spendendo.

Non è tragico morire: é tragico non vivere.

(compito per tutti: rileggere la parabola dei talenti nei Vangeli)

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Negazionista a chi?

É peggio il taccone del buco.

É una frase che si dice a Modena e Bologna per significare che, a volte, il rimedio é peggiore del male, alludendo a quelle rammendate di capi di abbigliamento che sono così vistose da notarsi più del buco cui volevano porre rimedio.

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I negazionisti non esistono, in realtà, salvo pochissime eccezioni.

Quelli che chiamano negazionisti sono solo persone che dicono che il virus certamente esiste ma che tutto quello che viene fatto per prevenirne la diffusione non può essere peggiore, cioè più
distruttivo, del virus stesso.

Non puoi indossare una mascherina anche quando é dannoso per la tua salute.

Non puoi chiudere tutto il Paese facendo crollare l’economia, perché senza economia poi non ci saranno risorse adeguate per la sanità, per i malati di covid e per tutti i pazienti con patologie diverse.

Questo non è complottismo, ma un’opinione, un punto di vista, ragionato, oculato per molti versi, comunque legittimo, che non é invece legittimo da parte dei politici, specialmente i più incapaci, liquidare come se fosse un’opinione priva di fondamento, quando per molti versi é vero il contrario.

Proprio in tempi difficili come questi gli assolutismi vanno evitati e va conservata la ragionevolezza.

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