Categorie
riflessioni

Fauci tace, il diario parla. Chi risponde in Italia?

1) Quando chi parlava sempre sceglie il silenzio.

Per anni Anthony Fauci è stato una delle voci più ascoltate al mondo. Appariva nelle conferenze stampa, nei telegiornali, nei talk show e sulle copertine delle riviste. Le sue parole non restavano confinate negli Stati Uniti: contribuivano a definire il perimetro di ciò che poteva essere detto sulla pandemia, sulle sue origini e sulle misure adottate per affrontarla.

Il 29 luglio 2026, davanti alla Commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi del Senato americano, lo scenario si è capovolto. Fauci, convocato sotto giuramento, si è avvalso più di cento volte del Quinto emendamento, rifiutandosi di rispondere alle domande per non rischiare di incriminare sé stesso.

Il silenzio non equivale a una confessione e il diritto di non rispondere vale anche per le persone che non ci piacciono. Questo principio non va piegato alla convenienza politica. Ma resta una scena potentissima: l’uomo presentato per anni come incarnazione della competenza scientifica non ha voluto chiarire davanti al Congresso le decisioni, le comunicazioni e i rapporti istituzionali della stagione Covid.

La pagina ufficiale dell’audizione al Senato documenta data, sede e ruolo del testimone. Il 6 agosto la commissione, con un voto lungo le linee di partito, ha approvato una risoluzione per oltraggio al Congresso e trasmesso la questione al Dipartimento di Giustizia. È importante dirlo correttamente: si tratta di un deferimento politico-istituzionale, non di una condanna penale definitiva.

2) Il diario di Fauci non è una sentenza, ma apre domande.

Pochi giorni prima dell’audizione, il senatore Rand Paul aveva reso pubbliche più di mille pagine del diario tenuto da Fauci dal dicembre 2019 al dicembre 2022. Sono annotazioni quotidiane che raccontano riunioni, telefonate, dubbi, tensioni con Donald Trump e crescente notorietà mediatica.

Il diario non contiene la confessione semplice e totale che alcuni gli attribuiscono. Non vi si legge una prova conclusiva dell’origine artificiale del virus, né l’ammissione che ogni misura sanitaria fosse priva di fondamento. Un resoconto dell’Associated Press sul diario di Fauci osserva, per esempio, che in una nota del gennaio 2020 Fauci formulava sull’origine naturale una valutazione molto simile a quella poi espressa pubblicamente.

Questo non rende il documento irrilevante. Al contrario, il diario conferma che l’ipotesi di un incidente di laboratorio fu discussa fin dall’inizio ai massimi livelli e che tra gli scienziati esistevano dubbi reali. Il problema politico nasce dal contrasto tra quella complessità privata e il modo spesso categorico con cui il dibattito pubblico fu successivamente delimitato. Un’ipotesi ancora aperta venne troppo facilmente trattata come una fantasia indegna di discussione.

Il diario mostra anche quanto Fauci fosse immerso nel circuito della celebrità mediatica. Annotava interviste, apprezzamenti di personaggi famosi e il proprio crescente ruolo pubblico mentre il Paese attraversava una tragedia. Non è un reato compiacersi dell’attenzione ricevuta, ma è legittimo domandarsi se quella trasformazione da funzionario a icona abbia favorito una personalizzazione dannosa della scienza.

La scienza non dovrebbe dipendere dalla credibilità di un uomo solo. Ha bisogno di dati accessibili, conflitto tra ipotesi, controlli indipendenti e possibilità di correggere gli errori senza trasformare ogni revisione in un tradimento.

3) Il punto non è proclamare un nuovo dogma.

Sarebbe un errore sostituire il dogma di ieri con quello opposto. L’origine di SARS-CoV-2 non è stata definitivamente provata in un senso o nell’altro. Il diario di Fauci non risolve da solo la questione, così come l’invocazione del Quinto emendamento non dimostra automaticamente una colpa.

La critica seria deve resistere alla tentazione dell’esagerazione. Se attribuiamo a un documento parole che non contiene, offriamo a chi non vuole discutere l’occasione perfetta per liquidare tutto come disinformazione. Le domande più solide sono già abbastanza gravi senza bisogno di essere gonfiate.

Perché l’ipotesi del laboratorio fu pubblicamente marginalizzata quando era discussa in privato? Quale ruolo ebbero le strutture finanziate dal NIAID nella ricerca sui coronavirus? Come furono gestiti i conflitti di interesse? Perché una parte della comunicazione sanitaria trasformò valutazioni provvisorie in certezze morali? E perché oggi ottenere risposte richiede audizioni, mandati e pubblicazioni forzate di documenti?

La vicenda americana ci ricorda che “fidarsi della scienza” non può significare fidarsi ciecamente di chi parla in suo nome. Significa pretendere procedure verificabili anche quando l’emergenza spinge tutti ad avere fretta.

4) In Italia gli Ordini eseguirono la legge, ma non solo.

In Italia l’obbligo vaccinale per gli esercenti le professioni sanitarie fu introdotto dal decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44. La vaccinazione divenne requisito essenziale per esercitare la professione e l’accertamento dell’inadempimento determinava l’immediata sospensione. Dopo le modifiche normative, agli Ordini territoriali furono attribuite verifiche, comunicazioni e annotazioni nell’Albo.

Questo dato impedisce una semplificazione: gli Ordini dei medici non inventarono autonomamente l’obbligo. Applicarono una legge dello Stato. La stessa norma qualificava la sospensione come dichiarativa e non disciplinare. Anche la Corte costituzionale, valutando le conoscenze disponibili in quel momento, ritenne non irragionevole né sproporzionata la scelta legislativa.

Ma “eseguivamo la legge” non basta a chiudere il giudizio storico e deontologico. Un Ordine professionale non è un semplice terminale informatico. Dovrebbe tutelare la dignità degli iscritti, vigilare sul consenso informato, garantire il contraddittorio e conservare uno spazio per il dubbio clinico. Avrebbe potuto applicare la norma senza adottare il linguaggio della colpevolizzazione e senza confondere l’inadempimento amministrativo con l’indegnità morale.

Le comunicazioni della FNOMCeO mostrano quanto fosse concreta la macchina delle sospensioni: annotazione immediata, comunicazione alla Federazione e al datore di lavoro, permanenza del provvedimento fino all’adempimento. La comunicazione FNOMCeO del 6 dicembre 2021 rende visibile questa catena operativa.

Il punto critico è il comportamento complessivo: l’assenza di una difesa pubblica altrettanto forte per chi chiedeva valutazioni individuali, la scarsa tolleranza verso il dissenso interno e l’adesione quasi totale alla narrazione governativa. Ne avevo già parlato nel post Ordine dei Medici denuncia “no vax”, ricordando quanto fosse improprio usare un’etichetta indistinta al posto dell’analisi dei singoli casi.

5) Trasmissione, protezione e consenso furono confusi.

Uno dei nodi più delicati riguarda la trasmissione. I vaccini Covid furono autorizzati principalmente per proteggere dalla malattia, non sulla base di una specifica autorizzazione a impedire il passaggio del virus da una persona all’altra. Gli studi successivi hanno mostrato che la vaccinazione poteva ridurre anche il rischio di infezione e trasmissione, soprattutto con le prime varianti, ma senza eliminarlo e con un’efficacia diminuita nel tempo e con Omicron.

Questa distinzione, oggi spiegata chiaramente anche dall’Agenzia europea per i medicinali, avrebbe dovuto essere centrale nel dibattito italiano. Invece la protezione dalla malattia grave, la riduzione temporanea della trasmissione e l’impossibilità di contagiare furono spesso messe nello stesso contenitore comunicativo.

Anche la sicurezza meritava un linguaggio più preciso. Le autorità hanno riconosciuto eventi avversi rari, tra cui miocardite e pericardite associate ai vaccini a mRNA in determinati gruppi. L’AIFA pubblica i rapporti di farmacovigilanza, che devono essere letti distinguendo una segnalazione temporale da un nesso causale accertato.

Non è corretto sostenere che ogni malattia comparsa dopo una dose sia stata provocata dal vaccino. È altrettanto scorretto trattare chi segnala un danno come un nemico della scienza. Il consenso informato richiede entrambe le cose: non inventare causalità e non nascondere rischi, limiti e incertezze.

6) I media italiani scelsero quasi tutti lo stesso campo.

Durante la campagna vaccinale, la grande maggioranza dei media italiani sostenne la vaccinazione e, molto spesso, anche gli strumenti coercitivi costruiti intorno a essa. Non si può parlare di unanimità matematica: alcune testate diedero spazio agli eventi avversi, ai dubbi su AstraZeneca, alle proteste contro il Green Pass e a posizioni critiche. Ma il tono prevalente fu chiaramente favorevole alla linea istituzionale.

Il problema non era spiegare i benefici dei vaccini. Esistevano dati solidi sulla riduzione della malattia grave e della mortalità, specialmente nelle persone anziane e fragili. Il problema era la quasi scomparsa delle distinzioni, il ricorso alle etichette e la trasformazione del giornalismo in una campagna pedagogica.

Troppo spesso non si discuteva se un obbligo fosse proporzionato per ogni fascia di età e condizione personale; si decideva chi fosse responsabile e chi no. Non si confrontavano apertamente le incertezze; si convocavano gli stessi esperti, si ripetevano le stesse formule e si relegava il dissenso in una categoria indistinta popolata da ignoranti, estremisti e complottisti.

Il Reuters Institute rilevò già nel 2021 la scarsità di giornalisti scientifici specializzati e una copertura italiana della pandemia e dei vaccini sensazionalistica, contraddittoria e concentrata sulle indiscrezioni sulle restrizioni. Questo giudizio è più utile di qualsiasi teoria di una regia unica: descrive un sistema mediatico che, per impreparazione, conformismo e ricerca dell’audience, finì spesso per amplificare il potere invece di controllarlo.

Su questo blog avevo denunciato il problema in Media: quanto può essere grande il marciume?. Oggi la domanda resta la stessa: chi ha usato toni assoluti ha il coraggio di riesaminare pubblicamente ciò che disse?

7) La responsabilità comincia dalla memoria.

Il caso Fauci non deve diventare un alibi per dimenticare le responsabilità italiane. Negli Stati Uniti il confronto è durissimo, politicizzato e talvolta fazioso, ma documenti, audizioni e voti parlamentari costringono almeno le istituzioni a tornare sui fatti.

In Italia la discussione appare molto più debole. Gli Ordini ricordano di avere applicato la legge, i politici si rifugiano nell’emergenza e i media cambiano argomento. Eppure migliaia di professionisti furono sospesi, milioni di cittadini subirono limitazioni e l’intero Paese venne diviso secondo il possesso di una certificazione.

Nel recente articolo Draghi, Green Pass e il dovere di non dimenticare ho ricordato che quelle misure non sono oggi operative, ma il precedente politico e amministrativo resta. Proprio per questo serve una ricostruzione onesta, non una vendetta.

Rispondere significa pubblicare i documenti, distinguere i dati dalle decisioni politiche, ascoltare chi ha subito danni, riconoscere gli errori di comunicazione e valutare le responsabilità caso per caso. Non significa condannare tutti i medici, tutti i giornalisti o tutti i vaccinati. Le generalizzazioni che critichiamo non diventano accettabili quando le usiamo contro gli altri.

La lezione più importante è semplice: nessuna autorità deve essere trasformata in un oracolo. Chi esercita potere sanitario, politico o mediatico deve poter essere interrogato. E quando le domande arrivano, il silenzio può essere un diritto individuale, ma non può diventare la risposta collettiva delle istituzioni.

8) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, usa i recapiti indicati sul blog e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

Se ti è piaciuto questo post, metti mi piace e iscriviti al blog Noi non vaccinati.

Categorie
tweet

Abortisti e pro vaccino allo stesso tempo?

Alcuni pensano che sia contraddittorio sostenere l’aborto, basandosi sulla libertà di scelta riguardo alla disposizione del «proprio» corpo, e, al tempo stesso, l’obbligatorietà del vaccino contro il covid, dove le persone sono obbligate per legge, all’esatto opposto, a sacrificare il corpo.

In realtà, se le motivazioni possono apparire contraddittorie, non lo è il mastice di base di queste posizioni, che é la cultura della morte da cui precipitano.

Nel caso dell’aborto si raschia via un embrione dalla pancia della sua mamma, impedendogli di svilupparsi e di nascere, nel caso del vaccino COVID si iniettano tossine in corpi di adulti e bambini sani, con l’effetto di indebolirli e farli ammalare o persino morire – ormai sono troppi i casi accertati con regolari perizie del tribunale, da Camilla Canepa in poi.

La cosa cui non si pone mai abbastanza attenzione, perché il sistema la tua attenzione la carpisce per poi portarla su altri oggetti, é che non esiste mai, non può mai esistere, una adeguata motivazione per interrompere volontariamente una gravidanza o per vaccinarsi contro un virus mortale nello zero virgola zero e qualcosa per cento dei casi.

Se pensi di non poterti permettere il tuo bambino, pensaci ancora e vedrai che quella che ora ti appare come una disgrazia é il dono più bello per la tua vita e la tua esperienza su questa terra.

Se proprio non lo vuoi o puoi tenere, fallo nascere e dallo in adozione.

In questo modo, avrai dato vita alla vita e la vita premia sempre chi la aiuta, questa è la legge più importante del creato.

Se sei sano, non iniettarti le sostanze consigliate dai partiti e dai media per combattere la prima epidemia della storia senza morti o, il ché é ancora peggio, con più morti causati dal vaccino che dal virus. Soprattutto, non iniettarle ai tuoi figli e non lasciare che le iniettino a nessun essere così piccolo o debole da non potersi difendere da solo.

Lo so cosa pensi.

Che é un diritto della donna decidere, che il vaccino va fatto per il bene di tutti e che se uno è vecchio e malato meglio sopprimerlo che farlo soffrire.

É quello che ti hanno insegnato.

E sono cazzate.

Sono pure cazzate, non c’è niente di buono, é vero l’esatto contrario: la donna non ha nessun diritto su un corpo altrui, il vaccino non serve né a te né agli altri, nessuno può dire quando è davvero giunta l’ultima ora di qualcuno.

Ti hanno addomesticato a pensare in questo modo, come nei film di fantascienza degli anni 50, quando ti attaccavano una lumaca aliena in testa e dopo era lei a pensare per te.

Facciamo una semplice considerazione.

Quando vedi che Biden, Macron, Trudeau, la Clinton, la Harris, la nostra bella iguana, Salvini e Letta la pensano esattamente come te, non senti una lieve vocina che dice «ma non starò sbagliando tutto?»

Io la sentirei, poi vedi tu.

Siamo qui in vita per servire la vita.

Respingi la cultura di morte.

Sostieni sempre la vita.

? 1️⃣ cerca «noi non vaccinati solignani» con google 2️⃣ collegati e iscriviti gratis al blog ? ⭕ se invece ti serve aiuto professionale chiama il n. 0️⃣5️⃣9️⃣7️⃣6️⃣1️⃣9️⃣2️⃣6️⃣

Categorie
tweet

Bonus psicologo: patetico.

Lo psicogoverno dei migliori malati mentali finalmente si occupa di un settore nel quale é sicuramente dotato di grande competenza: il disagio psichico.

Tuttavia, non farti ingannare dalle solite balle che ti rifilano i media, i giornalisti e i blogger caduti dal seggiolone da piccoli.

Lo stanziamento é di soli 10 milioni di euro e il contributo sarà distribuito in base all’ISEE.

Tradotto in pratica, per poterne usufruire devi essere povero in canna.

Tant’è vero che lo stesso governo ha calcolato che potranno goderne solo 16.000 persone. Lo hanno annunciato, giulivi, quelli del PD, partito specializzato nel varare riforme di così ampia portata da non essere utili a nessuno.

Considerato che in Italia siamo almeno 60 milioni di persone, di cui più della metà – parlo con molta gente tutti i giorni e so esattamente quello di cui sto parlando – in condizioni di disagio, non è nemmeno un provvedimento.

É una presa in giro: é il nulla.

Prima ti devastano la mente rinchiudendoti in casa, separandoti dai tuoi cari, cagando sulle tue abitudini, togliendoti il lavoro e lo stipendio, poi usano i soldi delle tue tasse per pagare lo psicologo a 16.000 disgraziati scelti a caso nella lotteria della povertà.

La cosa bella é che tutti i giornalisti e i blogger plaudono, beati e beoti, a questa ennesima presa in giro governativa, quando sarebbe sufficiente avere tre neuroni in croce per capirne la vera natura.

Il vero bonus benessere é l’abrogazione del green pass, brutte teste di razzo che non siete altro.

Date indietro alle persone la possibilità di lavorare e la sacralità del corpo e restituirete loro la dignità che, senza averne alcun diritto, vi eravate presi.

Tenete i soldi e usateli tutti per mandare dallo psichiatra Speranza, che é quello che ne ha più bisogno e quello tolto di mezzo il quale quasi nessun altro avrà più bisogno dello psicologo.

? 1️⃣ cerca «noi non vaccinati solignani» con google 2️⃣ collegati e iscriviti al blog ?

Categorie
tweet

Euuiua l’Italia.

L’intera classe politica italiana considera seriamente da mesi di nominare presidente della Repubblica Berlusconi o Draghi, due tra le persone più indegne di ricoprire quel ruolo. I media plaudono beoti. L’80% del popolo non capisce né pensa nulla.

Categorie
tweet

Fascismo.

Sotto al fascismo, il governo era sostenuto da un solo partito, il partito unico.

Non come adesso, che i partiti si sono uniti tutti come se fossero uno solo, e votano le stesse cose insieme da anni, ma formalmente restano distinti.

Sempre sotto al fascismo, c’era l’abuso della decretazione d’urgenza, con l’adozione di almeno un decretolegge a settimana.

Non come adesso, che fanno sempre un decreto legge a settimana, ma é tutto regolarmente previsto dalla Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza.

Sotto al fascismo, poi, la Polizia dava un fogliodivia per più anni a chi aveva semplicemente osato protestare in piazza manifestando le proprie idee.

Adesso la Polizia affibbia sempre un foglio di via di tre anni, ma puoi impugnarlo al TAR, un tribunale collegiale composto da più giudici, in modo che del tuo ricorso possano sbattersi il razzo addirittura tre magistrati diversi.

Sotto il regime di Mussolini, il governo usava i media per far credere alla popolazione quello che gli conveniva maggiormente. Creava pericoli immaginari e sminuiva quelli realmente esistenti, per far accettare al popolo tutti i peggiori provvedimenti.

Non come oggi, che una stampa e una televisione libere e immuni da condizionamenti sono la base di un’opinione pubblica consapevole e matura, posta alla base della guida del Paese e il governo non sostiene pericoli immaginari per far accettare al popolo provvedimenti abominevoli.

Sotto al fascismo, almeno l’ottanta per cento della popolazione era favorevole al regime, tanto che un celebre intellettuale antifascista, morto coerentemente in esilio, scrisse non a caso «il fascismo é l’autobiografia di una nazione».

Non come oggi, che se il governo si azzarda a mettere una virgola fuori posto riceve immediatamente il biasimo compatto dei media e della popolazione, che non esita a scendere in piazza come un solo uomo a difesa dei propri diritti e di quelli dei propri figli.

Sotto al fascismo, i provvedimenti del governo erano influenzati dagli interessi dei ceti più abbienti e dalle elite della finanza nazionale e internazionale.

Non come adesso, che abbiamo messo a capo del governo direttamente un banchiere non votato da nessuno, mai presentatosi ad alcuna elezione, che rischia addirittura, per i suoi grandissimi meriti, di diventare presidente della Repubblica.

Sotto al fascismo, non potevi né dire né scrivere come la pensavi, se la pensavi in modo differente rispetto al regime.

Non come oggi, che puoi dire o scrivere quello che vuoi, tanto non conta mai un razzo.

Per fortuna non c’è più il fascismo.

? 1️⃣ cerca «noi non vaccinati solignani» con google 2️⃣ collegati e iscriviti al blog ?

Categorie
tweet

Pandefuffa.

La pandefuffa é un esperimento teso a dimostrare la possibilità che la popolazione mondiale arrivi ad ignorare completamente l’evidenza, sino al punto da mettere a rischio sia la propria incolumità fisica che quella dei bambini, a forza di iniettar balle tramite i media.

Tramite questa grande prova sociale é stata creata una realtà alternativa, che per milioni di persone é la loro verità, a costo di trascurare il piccolo dettaglio della mancanza di qualsiasi
collegamento con l’oggettività delle cose.

Come sorci incantati dalla musica di un abilissimo pifferaio magico, molti hanno dimenticato chi sono e, cosa molto più grave, chi hanno il dovere di proteggere.

Essi si avviano terrorizzati verso un abisso, nel quale tragicamente ripongono ogni loro speranza.

Vorrei poter schioccare le dita e svegliare tutti, ma ci vorrà ben di più.

Resisti.

Categorie
tweet

Pioggia di balle ininterrotta da due anni.

Pioggia di balle ininterrotta da due anni.
I media mainstream, in buona o, più probabile, mala fede, continuano a riversare sul pubblico menzogne marce e bugiarde come se non ci fosse un domani.

Chi fosse incline a pensare che questo giornalismo sia, in fondo, innocente, sbaglierebbe perché l’intera pandefuffa si regge su questo flusso, costante da due anni, di falsità costruite ad arte, senza alcuna plausibilità, ma in cui la maggior parte delle persone finisce per credere.

Tramite queste informazioni completamente tarocche, il sistema letteralmente pilota le emozioni di milioni di persone, determinando come queste persone debbano pensare, che scelte politico sanitarie debbano compiere e quali emozioni appunto debbano avere.

É in questo modo che il sistema ha convinto così tante persone ad andare a rovinarsi la salute con molteplici dosi di un farmaco sperimentale per scongiurare un pericolo in realtà inesistente, dal momento che il COVID ha un tasso di mortalità reale delle zero virgola percento, come é ormai noto ed evidente a chi non si rifiuta di guardare in faccia la realtà, dal momento che i morti non ci sono.

É sempre in questo modo che stanno convincendo milioni di genitori sforniti di adeguati apparati critici e ancora disposti, per ingenuità, a dare fiducia al governo e ai media a far vaccinare bambini innocenti, un’operazione che non ha alcuna giustificazione né logica, né politica, né tantomeno sanitaria, dal momento che i bambini non muoiono mai di covid.

Questa informazione marcia e gravemente traditrice del popolo e del nostro Paese é uno dei pilastri più importanti del regime fascio sanitario in cui stiamo vivendo, perché ne fornisce il nutrimento più importante, oltre a proteggerlo denigrando qualsiasi forma di opposizione e confondendo il popolo con false questioni di minima rilevanza.

Non ti fidare mai dei media di regime.

Insegna ai tuoi figli a sviluppare un atteggiamento critico nei confronti di tutte le informazioni e convinzioni che si trovano in qualsiasi modo ad acquisire.

Seleziona le poche fonti di informazioni serie, autorevoli ed attendibili e connettiti alle stesse, in modo da ricevere tutti i futuri aggiornamenti.

Cerca su google il blog noinonvaccinati e iscriviti per non perdere i nuovi post.

Categorie
tweet

Referendum Svizzera green pass: vince il sì.

Non c’è niente da fare, la maggior parte della popolazione, anche in un paese evoluto come la Svizzera, é vittima della falsa narrazione pandemica martellata ovunque dai media senza alcuna vergogna e con totale irresponsabilità negli ultimi due anni.

Solo una parte ridotta delle persone riesce a intuire la natura abominevole di un istituto come il greenpass e i gravissimi rischi per la qualità di vita nostra e soprattutto dei nostri figli.

Ma la resistenza non viene mai dalla maggioranza, altrimenti non ce ne sarebbe mai stato bisogno.

La lotta deve esserci e deve continuare anche per chi non riesce a capire i veri contorni della situazione attuale e quello che il mondialismo vuole realizzare.

Facciamo la nostra piccola parte, e continuiamo a testimoniare la verità: il Signore farà il resto.

https://bit.ly/3nZVIeo

?? Ti é piaciuto il post? 1️⃣Iscriviti al blog per ricevere tutti i post futuri e 2️⃣ condividi il post in tutti i modi che preferisci. Sei il benvenuto/a!

Categorie
tweet

Epidemia o videogame?

Epidemia o videogame?

Leggi un titolo così e ti chiedi se stiano parlando del covid o di Resident Evil.

Poi ci accusano di essere complottisti: la narrazione dei media sembra la trama di un gioco survival horror, con la multinazionale cattiva che fabbrica per egoismo un nuovo virus, che poi sfugge al controllo anche dei suoi padroni e genera mostri, un po’ in varie parti del mondo.

Questi mostri, come in ogni videogame che si rispetti, diventano più grandi, ributtanti e difficili da combattere man mano che si progredisce.

Categorie
tweet

Media: quanto può essere grande il marciume?

Media: quanto può essere grande il marciume?

Non si parlerà mai abbastanza del marcio che c’è nei media mainstream, anzi bisogna parlarne tutti i giorni, soprattutto ai giovani, soprattutto alle persone psicologicamente fragili, che sono devastate da questi veri e propri falsi allarmismi.

Questo scampolo si trova sulla prima pagina del corriere della sera on line.

Europa “travolta” e “COVID prima causa di morte”

Ma qual é la realtà?

Che l’Europa se la sta cavando benone, sicuramente sopravviverà e di certo, sicuramente, non è “travolta”.

Quanto al COVID prima causa di morte, ma davvero c’è qualcuno che sarebbe così limitato da credere acriticamente a uno sproposito del genere?

Si muore ancora molto di più per anzianità, infarti, cancro, é un fatto talmente notorio da non richiedere spiegazioni.

Perché raccontare balle del genere?

Soprattutto, come deve essere brutto essere costretti tutti i giorni a comporre mosaici di menzogne del genere?

Parliamo dello stesso quotidiano in cui Severgnini definisce i novax nocervel.