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Fuori gli scientisti dalla cosa pubblica.

Draghi, da presidente del consiglio, dichiara che chi non si sarebbe vaccinato sarebbe morto.

Lo applaudono spellandosi le mani e dichiarando che questa é «la vera scienza».

Poi ovviamente non muore nessuno, come era ovvio.

Gemmato, da sottosegretario, fa una dichiarazione neutra, considerando semplicemente che é impossibile, ora che la campagna vaccinale é stata fatta, sapere che cosa sarebbe accaduto se non fosse stata fatta.

É una considerazione logica, peraltro né a favore né contro i vaccini. É solo a favore di una corretta ricostruzione causale degli eventi.

Lo linciano moralmente e dicono che dovrebbe dimettersi immediatamente in quanto «contro la scienza».

Che cosa difende veramente questa gente?

Vuole affermare la realtà o vuole solo difendere le proprie
convinzioni, nonostante che la realtà sia andata in modo molto diverso?

Questa gente é disaccoppiata dalla realtà.

Sostenere di «essere dalla parte della scienza» é un loro puro delirio, perché la scienza è un metodo che parte dai sfatti per tornare agli stessi, e cambia le proprie conclusioni quando cambiano i fatti e la loro osservazione.

La realtà è che queste persone non hanno nulla di scientifico, ma si sono costruite una loro falsa fede, in cui il vaccino ha assunto il ruolo di idolo, e vedono la realtà solo alla luce di questa falsa fede stessa.

Altrimenti direbbero che Draghi dovrebbe scusarsi per aver detto una palese menzogna, smentita dalla realtà dei fatti, peraltro da capo del governo e quindi con gravi responsabilità nel mentire agli Italiani.

Anziché prendersela con chi ha detto le vere balle, se la fanno con chi non ha detto peraltro niente in tutto e ha fatto un’affermazione non smentibile in alcun modo.

A loro non importa la realtà, non importano i malati, non importa la sanità pubblica: l’unica cosa che importa è il culto del vaccino e che nessuno si permetta di bestemmiare, mettendo anche solo minimamente in discussione, il loro idolo.

Vivono in un loro mondo, ma vengono nel nostro a fare danni enormi, come col protocollo tachipirina e vigile attesa, un loro idolo minore, che ha richiesto tanti tributi di sangue tuttavia.

A questa gente non dovrà mai più essere consentito di entrare, anche solo per andare in bagno, in un qualsiasi edificio della Repubblica in cui si prendono decisioni per il popolo.

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Fuori gli scientisti dalla cosa pubblica.

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Non posso farlo sorry.

Mi scrivono molte persone in privato per chiedermi di votare e far votare per il centrodestra, che votare per uno dei piccoli partiti alternativi potrebbe causare dispersione e meglio un centrodestra che lascia a desiderare di un esito diverso a favore del centro o della sinistra.

É un atteggiamento é un’opinione che rispetto, e che ha persino un suo senso e una sua ragionevolezza, ma, a parte le svariate considerazioni che si potrebbero fare a riguardo, a partire dalla vera natura di centrodestra di partiti come la Lega e FdI, non posso in alcun modo votare né un partito né una persona che siede nel Parlamento attuale.

Accetto piuttosto volentieri che il mio voto vada disperso, ma non lo darò mai a questa classe politica e consiglierò sempre a tutti parimenti di non darne.

Se vuoi sapere perché, te lo spiego subito.

Sai come ho trascorso il mio ultimo anno di vita professionale?

L’ho speso trovandomi di fronte almeno tre o quattro persone al giorno letteralmente violentate nel corpo e nello spirito dal governo dell’iguana e dall’intera classe politica italiana che lo ha sostenuto.

Buttando il sangue tutti i giorni per più volte al giorno per cercare di aiutare quelle persone, aprire loro un po’ di luce, di speranza, di alternativa, trovando, solo nei casi più fortunati, una soluzione.

Ho davanti agli occhi e nella mente e nel cuore ognuno di loro: sanitari, operai, impiegati, genitori, ragazzini, vaccinati pentiti, persone con disabilità gravi che medici conigli non volevano esentare.

Se votassi anche solo una di quelle merde che hanno firmato e/o tollerato la normativa psichiatrica su lockdown, greenpass e obblighi vaccinali non potrei più guardarmi allo specchio per il resto dei miei giorni.

Tu la realtà politica e sociale spesso la contempli dal tuo salotto attraverso la tivvù o il cellulare; a me nell’ultimo anno é entrata in casa più volte al giorno dal lunedì al venerdì e qualche volta anche al sabato.

Io da Salvini, Meloni, Letta, Conte, la Stampa, Corriere e Repubblica non compro più niente: la mia carta di credito per loro é più secca del culo di un cammello.

Non posso, e non voglio affatto, dimenticare.

(l’eventuale condivisione é sempre gradita)

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Qui é dove fotografo il mio disagio formativo di no vax per Repubblica.

Qui é dove fotografo il mio disagio formativo di «no vax» per Repubblica.

Seguirà foto della mia impiegata, cui corrispondo 14 mensilità/anno, per il mio disagio lavorativo e della mia casa per quello abitativo.

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Ignorante, senza lavoro e senza casa.

Ignorante, senza lavoro e senza casa.

Come si fa a compilare un quotidiano in questo modo nel 2022 e chiamarsi ancora giornalisti, ritenere di stare facendo del
giornalismo?

Vogliamo ancora dire che é una scelta editoriale?

Ma una scelta editoriale é una linea di fondo, una decisione di base con la quale si sposa in generale più un punto di vista che un altro.

Articoli del genere non sono espressione di una sia pur legittima scelta editoriale, ma solo di cialtroneria e ignoranza.

Direi lo stesso se questi giudizi fossero riservati ai vaccinati: si tratta, comunque, di generalizzazioni, che come tale sono sempre sbagliate.

In questo caso, sono grossolane, volgari e indecenti, tanto che se l’ordine dei giornalisti avesse un senso questo articolo si
meriterebbe sicuro un esposto.

É Repubblica, baby.

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Euuiua l’Italia.

L’intera classe politica italiana considera seriamente da mesi di nominare presidente della Repubblica Berlusconi o Draghi, due tra le persone più indegne di ricoprire quel ruolo. I media plaudono beoti. L’80% del popolo non capisce né pensa nulla.

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Fascismo.

Sotto al fascismo, il governo era sostenuto da un solo partito, il partito unico.

Non come adesso, che i partiti si sono uniti tutti come se fossero uno solo, e votano le stesse cose insieme da anni, ma formalmente restano distinti.

Sempre sotto al fascismo, c’era l’abuso della decretazione d’urgenza, con l’adozione di almeno un decretolegge a settimana.

Non come adesso, che fanno sempre un decreto legge a settimana, ma é tutto regolarmente previsto dalla Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza.

Sotto al fascismo, poi, la Polizia dava un fogliodivia per più anni a chi aveva semplicemente osato protestare in piazza manifestando le proprie idee.

Adesso la Polizia affibbia sempre un foglio di via di tre anni, ma puoi impugnarlo al TAR, un tribunale collegiale composto da più giudici, in modo che del tuo ricorso possano sbattersi il razzo addirittura tre magistrati diversi.

Sotto il regime di Mussolini, il governo usava i media per far credere alla popolazione quello che gli conveniva maggiormente. Creava pericoli immaginari e sminuiva quelli realmente esistenti, per far accettare al popolo tutti i peggiori provvedimenti.

Non come oggi, che una stampa e una televisione libere e immuni da condizionamenti sono la base di un’opinione pubblica consapevole e matura, posta alla base della guida del Paese e il governo non sostiene pericoli immaginari per far accettare al popolo provvedimenti abominevoli.

Sotto al fascismo, almeno l’ottanta per cento della popolazione era favorevole al regime, tanto che un celebre intellettuale antifascista, morto coerentemente in esilio, scrisse non a caso «il fascismo é l’autobiografia di una nazione».

Non come oggi, che se il governo si azzarda a mettere una virgola fuori posto riceve immediatamente il biasimo compatto dei media e della popolazione, che non esita a scendere in piazza come un solo uomo a difesa dei propri diritti e di quelli dei propri figli.

Sotto al fascismo, i provvedimenti del governo erano influenzati dagli interessi dei ceti più abbienti e dalle elite della finanza nazionale e internazionale.

Non come adesso, che abbiamo messo a capo del governo direttamente un banchiere non votato da nessuno, mai presentatosi ad alcuna elezione, che rischia addirittura, per i suoi grandissimi meriti, di diventare presidente della Repubblica.

Sotto al fascismo, non potevi né dire né scrivere come la pensavi, se la pensavi in modo differente rispetto al regime.

Non come oggi, che puoi dire o scrivere quello che vuoi, tanto non conta mai un razzo.

Per fortuna non c’è più il fascismo.

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Sussidio alimentare: alla Uno bianca sì, ai novax no.

Oggi, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine e gli insegnanti, con conseguente sospensione senza alcun stipendio per molti, mi va di ricordare la banda della Uno bianca.

La banda della Uno bianca fu un’organizzazione criminale operante in Italia, in particolare in Emilia-Romagna, che tra il 1987 e il 1994 commise 103 crimini, soprattutto rapine a mano armata, provocando la morte di ventiquattro persone e il ferimento di altre centodue.

Questa banda era composta da poliziotti, tra cui quelli rimasti più celebri i fratelli Savi.

Uno della banda, tra l’altro, abitava anche nella mia Vignola.

Quando furono scoperti, ovviamente vennero subito sospesi dal servizio, dal ruolo e dalle funzioni di poliziotti, in attesa del processo penale in cui, poi, furono condannati a pesanti pene detentive.

La legge sui dipendenti pubblici prevede che, ai funzionari sospesi per motivi disciplinari, venga erogato un assegno o sussidio alimentare pari alla metà dello stipendio, in modo da garantire loro la possibilità di sopravvivere pure nella situazione in cui si sono venuti a trovare.

Ai fratelli Savi e ai componenti della banda della Uno bianca é stato regolamento pagato questo sussidio alimentare per i lunghi mesi ed anni dal provvedimento iniziale di sospensione fino al provvedimento finale di destituzione.

Ai membri della forze dell’ordine e agli insegnanti che entro cinque giorni da oggi non si vaccineranno non verrà, al contrario, pagato niente per sei mesi e dovranno arrangiarsi per campare, loro stessi e le loro famiglie.

Questo evidentemente perché loro si sono macchiati di un delitto considerato estremamente più grave dell’uccisione di 24 persone, del ferimento di 102, per un totale di 103 reati: quello di non
vaccinarsi, per contribuire a combattere un pericolo pressoché totalmente immaginario, un’epidemia senza morti.

Però noi abbiamo al governo un grande uomo, che ha formato una grande squadra, il governo dei migliori, osannato da Corriere, Repubblica e tante altre testate per la qualità dei loro curriculum, la loro efficienza come amministratori e il loro profondo senso dello Stato.

Ci sono persone che non apriranno mai gli occhi.

Sono quelli di cui, con giusta ragione, si dice: si fa molto prima a metterglielo nel culo che in testa.