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Non posso farlo sorry.

Mi scrivono molte persone in privato per chiedermi di votare e far votare per il centrodestra, che votare per uno dei piccoli partiti alternativi potrebbe causare dispersione e meglio un centrodestra che lascia a desiderare di un esito diverso a favore del centro o della sinistra.

É un atteggiamento é un’opinione che rispetto, e che ha persino un suo senso e una sua ragionevolezza, ma, a parte le svariate considerazioni che si potrebbero fare a riguardo, a partire dalla vera natura di centrodestra di partiti come la Lega e FdI, non posso in alcun modo votare né un partito né una persona che siede nel Parlamento attuale.

Accetto piuttosto volentieri che il mio voto vada disperso, ma non lo darò mai a questa classe politica e consiglierò sempre a tutti parimenti di non darne.

Se vuoi sapere perché, te lo spiego subito.

Sai come ho trascorso il mio ultimo anno di vita professionale?

L’ho speso trovandomi di fronte almeno tre o quattro persone al giorno letteralmente violentate nel corpo e nello spirito dal governo dell’iguana e dall’intera classe politica italiana che lo ha sostenuto.

Buttando il sangue tutti i giorni per più volte al giorno per cercare di aiutare quelle persone, aprire loro un po’ di luce, di speranza, di alternativa, trovando, solo nei casi più fortunati, una soluzione.

Ho davanti agli occhi e nella mente e nel cuore ognuno di loro: sanitari, operai, impiegati, genitori, ragazzini, vaccinati pentiti, persone con disabilità gravi che medici conigli non volevano esentare.

Se votassi anche solo una di quelle merde che hanno firmato e/o tollerato la normativa psichiatrica su lockdown, greenpass e obblighi vaccinali non potrei più guardarmi allo specchio per il resto dei miei giorni.

Tu la realtà politica e sociale spesso la contempli dal tuo salotto attraverso la tivvù o il cellulare; a me nell’ultimo anno é entrata in casa più volte al giorno dal lunedì al venerdì e qualche volta anche al sabato.

Io da Salvini, Meloni, Letta, Conte, la Stampa, Corriere e Repubblica non compro più niente: la mia carta di credito per loro é più secca del culo di un cammello.

Non posso, e non voglio affatto, dimenticare.

(l’eventuale condivisione é sempre gradita)

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Si riconoscono tra loro.

Uno degli incapaci più sopravvalutati della storia esce finalmente dalla scena politica e un altro lo compiange.

Non ci sono possibili letture alternative su questo.

Col favore e il fervore dell’intera classe giornalistica e politica italiane, che lo hanno esaltato in tutti i modi, attribuendoli meriti completamente inventati in laboratorio e senza alcuna corrispondenza nella realtà, Draghi ha condotto uno dei dicssteri peggiori
dell’intera storia d’Italia, varando una legislazione oscillante tra il demenziale dei vari bonus ad minchiam e lo psicocriminale della normativa emergenziale sulla pandefuffa e l’abominevole greenpass.

Non ci può essere una briciola di rimpianto per l’uscita di scena di un incapace del genere, che si é speso per quel poco di cui era capace ferocemente contro il nostro Paese e il nostro popolo.

Non so quali saranno le tue intenzioni, ma io a ottobre di sicuro non darò il mio voto a nessun partito e nessuna persona di quelle che hanno sostenuto questo governo dei migliori malati mentali e i due precedenti: né al PD, né ai 5stelle, né alla Lega, né a qualcun altra formazione minore, tra cui il boy scout d’Italia Renzi.

Quello che hanno fatto questi ultimi tre governi, tra green pass, pandemenze, lockdown, mascherine a scuola e così bicchierando é semplicemente inammissibile, non dimenticabile né perdonabile, per cui mi dispiace ma questa gente non avrà mai più il mio voto, finché campo.

Mi dispiace per le persone intelligenti che pure ci sono e per quelli che si accontentano del discutibile primato di essere meno stronzi degli altri: i risultati, pessimi, alla fine sono quelli che contano.

Vale per il popolo, valga anche per politici e giornalisti.

Ovviamente non voterò nemmeno per la Meloni che non fatto un razzo e va a votare con su la mascherina.

Se ci sarà qualcosa di davvero nuovo e convincente andrò a votare altrimenti starò a casa e non mi rompete col «voto utile» e le persone che hanno dato la vita perché potessimo votare.

Se quelle persone potessero – dopo che avete accettato Draghi, Speranza, DiMaio, il green pass e soprattutto i vaccini ai bambini – vi sputerebbero in faccia.

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Fascismo.

Sotto al fascismo, il governo era sostenuto da un solo partito, il partito unico.

Non come adesso, che i partiti si sono uniti tutti come se fossero uno solo, e votano le stesse cose insieme da anni, ma formalmente restano distinti.

Sempre sotto al fascismo, c’era l’abuso della decretazione d’urgenza, con l’adozione di almeno un decretolegge a settimana.

Non come adesso, che fanno sempre un decreto legge a settimana, ma é tutto regolarmente previsto dalla Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza.

Sotto al fascismo, poi, la Polizia dava un fogliodivia per più anni a chi aveva semplicemente osato protestare in piazza manifestando le proprie idee.

Adesso la Polizia affibbia sempre un foglio di via di tre anni, ma puoi impugnarlo al TAR, un tribunale collegiale composto da più giudici, in modo che del tuo ricorso possano sbattersi il razzo addirittura tre magistrati diversi.

Sotto il regime di Mussolini, il governo usava i media per far credere alla popolazione quello che gli conveniva maggiormente. Creava pericoli immaginari e sminuiva quelli realmente esistenti, per far accettare al popolo tutti i peggiori provvedimenti.

Non come oggi, che una stampa e una televisione libere e immuni da condizionamenti sono la base di un’opinione pubblica consapevole e matura, posta alla base della guida del Paese e il governo non sostiene pericoli immaginari per far accettare al popolo provvedimenti abominevoli.

Sotto al fascismo, almeno l’ottanta per cento della popolazione era favorevole al regime, tanto che un celebre intellettuale antifascista, morto coerentemente in esilio, scrisse non a caso «il fascismo é l’autobiografia di una nazione».

Non come oggi, che se il governo si azzarda a mettere una virgola fuori posto riceve immediatamente il biasimo compatto dei media e della popolazione, che non esita a scendere in piazza come un solo uomo a difesa dei propri diritti e di quelli dei propri figli.

Sotto al fascismo, i provvedimenti del governo erano influenzati dagli interessi dei ceti più abbienti e dalle elite della finanza nazionale e internazionale.

Non come adesso, che abbiamo messo a capo del governo direttamente un banchiere non votato da nessuno, mai presentatosi ad alcuna elezione, che rischia addirittura, per i suoi grandissimi meriti, di diventare presidente della Repubblica.

Sotto al fascismo, non potevi né dire né scrivere come la pensavi, se la pensavi in modo differente rispetto al regime.

Non come oggi, che puoi dire o scrivere quello che vuoi, tanto non conta mai un razzo.

Per fortuna non c’è più il fascismo.

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