Oggi, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine e gli insegnanti, con conseguente sospensione senza alcun stipendio per molti, mi va di ricordare la banda della Uno bianca.

La banda della Uno bianca fu un’organizzazione criminale operante in Italia, in particolare in Emilia-Romagna, che tra il 1987 e il 1994 commise 103 crimini, soprattutto rapine a mano armata, provocando la morte di ventiquattro persone e il ferimento di altre centodue.

Questa banda era composta da poliziotti, tra cui quelli rimasti più celebri i fratelli Savi.

Uno della banda, tra l’altro, abitava anche nella mia Vignola.

Quando furono scoperti, ovviamente vennero subito sospesi dal servizio, dal ruolo e dalle funzioni di poliziotti, in attesa del processo penale in cui, poi, furono condannati a pesanti pene detentive.

La legge sui dipendenti pubblici prevede che, ai funzionari sospesi per motivi disciplinari, venga erogato un assegno o sussidio alimentare pari alla metà dello stipendio, in modo da garantire loro la possibilità di sopravvivere pure nella situazione in cui si sono venuti a trovare.

Ai fratelli Savi e ai componenti della banda della Uno bianca é stato regolamento pagato questo sussidio alimentare per i lunghi mesi ed anni dal provvedimento iniziale di sospensione fino al provvedimento finale di destituzione.

Ai membri della forze dell’ordine e agli insegnanti che entro cinque giorni da oggi non si vaccineranno non verrà, al contrario, pagato niente per sei mesi e dovranno arrangiarsi per campare, loro stessi e le loro famiglie.

Questo evidentemente perché loro si sono macchiati di un delitto considerato estremamente più grave dell’uccisione di 24 persone, del ferimento di 102, per un totale di 103 reati: quello di non
vaccinarsi, per contribuire a combattere un pericolo pressoché totalmente immaginario, un’epidemia senza morti.

Però noi abbiamo al governo un grande uomo, che ha formato una grande squadra, il governo dei migliori, osannato da Corriere, Repubblica e tante altre testate per la qualità dei loro curriculum, la loro efficienza come amministratori e il loro profondo senso dello Stato.

Ci sono persone che non apriranno mai gli occhi.

Sono quelli di cui, con giusta ragione, si dice: si fa molto prima a metterglielo nel culo che in testa.

Pubblicato da Tiziano Solignani

counselor, professional coach, avvocato

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