Quando muore una persona, da mesi ormai si scatena il confronto tra vaccinisti e antivaccinisti, dove i primi si sperticano a dimostrare che i vaccini non hanno niente a che fare coi decessi, mentre gli altri, tutto all’opposto, che è colpa dei vaccini e che si stanno avverando le loro previsioni.
Bisogna però fermarsi un attimo e guardare queste situazioni un po’ più dall’alto.
La scomparsa di una persona è un momento di cordoglio, raccoglimento, memoria e celebrazione per chi la conosceva, anche per chi non aveva con quella persona un buon rapporto, perché la morte restituisce l’innocenza a tutti, nessuno escluso.
Dedicarci, in luogo di questo, a polemiche politico sanitarie, è un evidente segno di disumanizzazione.
E se lo scopo della pandemenza fosse stato proprio questo: dividerci e disumanizzarci?
Se questo fosse vero, nessuna delle due categorie avrebbe «ragione» ed entrambe sarebbero cadute nella stessa trappola: il medesimo cesto di vermi che si torcono all’infinito.
Forse vale la pena di sospendere almeno per qualche momento la «ricerca della verità» per dedicarsi a ciò che è pio e conforme alla pietà dei defunti, in ultima analisi a ciò che appare umano fare, considerare i nostri cari estinti e tributare loro il giusto omaggio prima di salutarli per sempre.
Questa è la prima osservazione che mi sento di fare e questa è la ragione per cui non mi vedrete mai parlare in termini politici o sanitari del decesso di qualcuno, che va prima di tutto trattato come una persona e non come un caso.
Detto questo, si possono fare anche alcune considerazioni più generali su queste vicende.
Ci sono due aspetti che in particolare mi sembrano rilevanti.
Il primo è che i giornali non dicono mai lo stato vaccinale del deceduto, quando invece potrebbe essere rilevante. Non dicendolo, sembra più probabile che il morto fosse vaccinato, altrimenti i media, rigorosamente favorevoli ai vaccini sin dall’inizio, volentieri direbbero che il caro estinto non era vaccinato – ricordo un periodo in cui sui giornali ogni giorno moriva il «capo dei no vax».
Il secondo elemento è che o non vengono fatte le autopsie, e questo è strano dato il rilevante interesse medico scientifico a indagare le cause delle morti improvvise, oppure vengono fatte ma i giornali non ne parlano mai.
Ognuno faccia le riflessioni che preferisce, ma nel frattempo torniamo umani e, nonostante le differenze, uniti e solidali, altrimenti la pandefuffa avrà vinto per sempre.