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riflessioni

Difesa dal green pass: guida all’uso di blog e studio.

In questi giorni sto ricevendo, un po’ dappertutto, domande di
chiarimenti sul green pass. Il tema è molto sentito, le persone e le
aziende hanno bisogno di informazioni e, in qualche caso, di
assistenza concreta.

Così ho pensato di scrivere alcune brevi istruzioni per l’uso in modo
da canalizzare meglio sia le richieste di informazioni che le
risposte, in modo che queste ultime vadano a beneficio di tutti,
distinguendo anche, per dovuta chiarezza, tra cose che faccio
gratuitamente, per liberalità e aiuto disinteressato, ai cittadini e
cose, invece, a pagamento.

Allora, se vuoi qualche chiarimento, informazione, spunto, puoi
contattarmi tranquillamente. É gratuito e non si spende assolutamente
niente.

Può darsi che, in alcuni casi, il problema che mi poni non sia
semplice come pensi e sia necessario un lavoro di approfondimento per
capire meglio la situazione: in quei casi, sarò io a dirtelo,
facendoti presente il lavoro di approfondimento che sarebbe necessario
e indicandotene il costo, dopodiché valuterai liberamente se vuoi fare
la spesa relativa.

Per tutti i chiarimenti e le informazioni gratuite ti chiedo solo di
scrivermi qui sul blog, dal modulo dei contatti, e di non usare nessun
altro canale. Non usare cioè facebook, messenger, whatsapp, mail e
così via. Ti colleghi al modulo dei contatti, di cui ti lascio di
seguito il link nei riferimenti, lo compili veloce ed è fatta.

Un altro modo per ottenere risposte e chiarimenti gratuiti é quello di
lasciare un commento sotto ad un post del blog inerente al problema
specifico.

Alcune persone leggono i post e poi mi chiedono chiarimenti via
WhatsApp o Messenger relativamente al contenuto del post. Questo non
va bene: mi lasci invece un commento sotto al post, così la risposta
che scrivo sarà utile per tutti quelli che leggeranno il post.

Veniamo adesso alla parte a pagamento.

Ci sono situazioni in cui la raccolta informazioni non serve più a
niente, ma bisogna agire.

Ad esempio, hai ricevuto una lettera dal tuo datore di lavoro che ti
intima di presentare il green pass.

Qui non ci sono cazzi, bisogna approfondire e rispondere per iscritto.

Prendi appuntamento con me.

Se sei vicino a Vignola, o comunque disposto a venire di persona,
l’appuntamento sarà in studio. Viceversa, sarà via Skype.

Ma dobbiamo partire da un appuntamento.

Per prendere l’appuntamento, chiami il numero dello studio 059761926 e
chiedi della mia assistente; é lei che mi gestisce l’agenda, grazie a
Dio.

Quanto costa l’appuntamento?

Al momento io lavoro a 100€/ora, valuta tu quante ore vuoi prenotare,
di solito si comincia con un’ora e poi si vede, salvo che la
situazione non si presenti sin da subito particolarmente complessa.

Riassumendo.

Se vuoi per il momento solo prendere qualche informazione, chiarimento
e spunto, sono disponibile a fornirteli del tutto gratuitamente, così
come del tutto gratuitamente scrivo questo blog tutti i giorni da
oltre vent’anni.

Sarà per me anzi un piacere darti una mano, quindi scrivimi tutte le
volte che vuoi sei davvero il benvenuto.

L’unica cosa che ti chiedo é di scrivermi sul blog o tramite il blog e
non altrove:
– compilando il modulo di contatto;
– lasciando un commento sotto ad un post inerente (non ovviamente ad
un post qualsiasi che non ha niente a che vedere con la tua domanda).

Se invece hai bisogno di o vuoi assistenza da parte mia, allora
diventa lavoro a pagamento, sulla base almeno di un costo chiaro e
determinato con precisione prima di iniziare il lavoro.

Puoi acquistare una consulenza on line (ti lascio anche questo link
tra i riferimenti) oppure chiamare il mio studio per avere un
appuntamento: in entrambi i casi ci sarà comunque un appuntamento, in
presenza o tramite Skype (o altri sistemi di videoconferenza).

Segui sempre queste istruzioni e nessuno si farà male.

Evviva noi.

Riferimenti

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    sui social, mi fa solo piacere.

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Vaccinazione: rispetto per i punti di vista di ognuno.

La scelta se vaccinarsi o meno dipende dal vissuto di ognuno, non soltanto con riferimento a eventuali patologie fisiche pregresse, correnti o croniche, ma anche agli aspetti spirituali, concernenti il modo in cui una persona si relaziona con la propria fragilità, la propria caducità e l’eventualità di ammalarsi.

In altri termini, il punto di vista che ognuno di noi ha verso la campagna vaccinale dipende dalla struttura della sua personalità, da come ha vissuto sino ad ora, dalle sue esperienze, traumi, ferite e disfunzionalità.

Per questo, a mio modo di vedere le scelte e gli atteggiamenti di ognuno non possono essere giudicati dagli altri: chi lo facesse non solo sbaglierebbe, ma si avvelenerebbe perché il giudizio è un veleno che intossica per primo chi lo pratica.

È evidente che se, ad esempio, una persona é ipocondriaca o tende all’ipocondria avrà un punto di vista molto più favorevole verso la campagna vaccinale, perché in lei il livello di paura é molto più alto che in un’altra persona.

Sono, peraltro, queste le motivazioni che ci muovono.

Chi parla di scienza o motivi scientifici sta, di fatto, barando, magari del tutto
inconsapevolmente.

Siccome una risposta certa dalla scienza non c’è, per mille motivi di cui ho già abbondantemente parlato in altri post,
giungere a conclusioni «scientifiche» in realtà non costituisce altro che la copertura di facciata di situazioni emotive che sono quelle che davvero hanno determinato la persona a decidere in un modo piuttosto che in un altro.

L’ipocondriaco del nostro esempio, dunque, non ti dirà mai «mi vaccino
perché mi sto cagando addosso», ma nobiliterà la sua scelta dicendo «mi vaccino perché credo nella scienza e perché voglio tutelare anche gli altri».

Questo naturalmente vale anche per chi non vuole vaccinarsi, che magari ha una fobia dei farmaci, ma non te lo confesserà mai e dice che non si vaccina perché bisogna «lottare per la libertà» e altri alti e nobili consimilari scopi.

Una volta bolliti tutti questi discorsi, sul fondo rimane che ognuno di noi non sa davvero nulla della vita degli altri.

Ognuno di noi, a ben vedere, non conosce bene nemmeno se stesso, figuriamoci gli altri da sé.

Il giudizio, dunque, prima che sbagliato é anche impossibile in re ipsa.

Nessuno di noi può davvero sapere perché uno è pro vaccino o free vax, sono le propensioni di ognuno.

É un peccato che ogni categoria debba additare le altre come quelle
degli «stupidi», di quelli che «non capiscono», via via a volte salendo ad eccessi verbali davvero poco commendevoli, soprattutto per la fallacia logica dei ragionamenti che ne stanno alla base.

La verità è che le persone intelligenti stanno in ogni categoria e sono, purtroppo, una minoranza, mentre gli idioti sono parimenti ubiquitari e sono purtroppo la maggioranza.

Ognuno cerca di fare il meglio per sé e per gli altri e lo valuta sulla base degli strumenti e dei punti di vista di cui dispone. Non c’è mai uno che ha «più scienza» di un altro, quello é solo un
presuntuoso.

Evviva noi.

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Panpsicosi: spetta a te decidere di liberartene.

Dozzine, ormai centinaia di volte mi è stato benevolmente augurato, da
gente «rimasta umana», di ammalarmi e finire in terapia intensiva,
anzi se possibile ancora meglio ammalarmi e restare senza cure, fuori
dal SSN, considerato che «non avevo rispetto» e quindi non meritavo la
sanità pubblica.

Praticamente tutte le volte che ho parlato della panpsicosi, che ho
detto che il covid é la prima epidemia della storia senza un numero di
morti minimo per poterne parlare seriamente in quei termini, che ho
messo in dubbio la bontà del vaccino e che ho denunciato la
inaccettabile porcata fascista e il vero e proprio stupro di Stato
dell’obbligo vaccinale per i sanitari, mi é stata istericamente
augurata quella triste sorte, sicuramente per dare quel «rispetto ai
morti» che io non stavo loro pagando.

Tutto all’opposto, ogni volta che quegli zombie mi auguravano di
crepare mi sono sentito più vivo, così come mi sento ancora di più
oggi, senza aver mai fatto un tampone, dopo aver stretto la mano di
ogni cliente che mi é entrato in studio che ne aveva bisogno, tolto la
mascherina a gente che parimenti aveva bisogno di parlarmi facendosi
guardare in faccia da me, dopo aver pressoché tutti i giorni
sputtanato a dovere il giornalismo demenziale, gli scienziati idioti,
i politici conigli e i sanitari per lo più castrati che abbiamo in
Italia.

Quelli che sono sempre più morti nel frattempo sono loro, sprofondati
in paure e psicosi che resistono a qualsiasi ragionamenti e
soprattutto all’evidenza della realtà, completamente avviluppati dalla
ragnatela di cazzate sapientemente ricamata loro intorno da media,
governo e sistema, appesi uno per uno, ciascuno nella propria cantina,
come salami in attesa di essere mangiati.

Ci rivedremo a settembre, buona estate a tutti.

Rock n’ roll.

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La vera qualità dei numeri di oggi.

Sono mesi che vi dico che i numeri dell’Istituto superiore di sanità, riguardati come Vangelo, sono fuffa, ma voi continuate a crederci perché credete ne «lascienzah» e perché quelli sono dati «ufficiali» e «sicuri» (sicuri come i preparati sperimentali di Big Pharma contro il covid).

Ecco di che cosa sono fatti i vostri numeri, la vostra «scienza», i vostri «dati», la base ritenuta sicura di tante convinzioni accolte senza spirito critico.

E chi l’avrebbe mai pensato che una cosa del genere potesse accadere, soprattutto in Italia…

«gli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati riguardante la pandemia, modificando il numero dei positivi e dei tamponi, diretto all’Istituto superiore di sanità, alterando, di fatto, la base dati su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus»

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Farmaci contro il covid: per chi crede nella scienza?

Non credo nella scienza.

Come ho detto dozzine di volte, la scienza é un falso idolo creato dalla presunzione dell’uomo che pensa di poter bastare a se stesso, rinunciando a Dio.

siringa pillole mascherinaPuò essere tutt’al più un metodo, o un mezzo, come ci ricorda giustamente Eco nell’ultima pagina del nome della rosa, con l’immagine della scala, che ti porta fino a un certo punto, ma che poi devi buttare via e arrangiarti con altro.

Ma non è per questo che non mi faccio inoculare i farmaci mRNA contro il covid.

Penso, anzi, all’esatto opposto che chi si sta facendo l’iniezione creda a tutto fuorché alla scienza.

La “scienza” ti dice, proprio all’opposto, che sono farmaci
sperimentali, messi sul mercato prima del passaggio dei test e delle procedure normalmente svolte per presupposte ragioni di urgenza.

Se un farmaco é sperimentale, e se la lingua italiana ha ancora un senso, significa innegabilmente che, di quel farmaco, non si possono conoscere le conseguenze a breve, medio e soprattutto lungo termine.

Se la tecnica, dunque, ti dice che di quel farmaco non si possono prevedere le conseguenze e tu te lo inietti lo stesso, a cosa stai dando fiducia in realtà?

Te lo dico io.

Ai media, ai politici, alle tue stesse paure.

Ai celebri «camion di Bergamo».

Poco importa se non conosci neanche uno che sia morto di covid. Hai visto i camion e quella immagine non si cancella più, é più importante della tua stessa esperienza di tutti i giorni.

Detesti i politici, il governo, i giornali, la televisione e non perdi l’occasione di maledirli.

Ma quando si tratta di decidere della tua salute a chi finisci per dare retta?

Però quello che dici a tutti, a partire da te stesso, é che lo fai perché «credi nella scienza», quando la scienza ti direbbe di fare l’opposto di quello che fai.

La verità è che ti fai l’iniezione per conformismo, paura, perché bene non lo sai neanche tu.

Io non biasimo né chi si vaccina né chi decide di non farlo, é una scelta personale e sto cercando di lavorare perché rimanga tale.

Sarebbe bello che ci fosse solo più consapevolezza.

Engioi!

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«Decidono i numeri»: ma i numeri chi li decide?

«Decidono i numeri», detto dal magnifico e progressivo Draghi a proposito delle restrizioni, é la versione modernista e demenziale del lavarsi le mani di Pilato.

É un’abdicazione totale e incondizionata al Nulla.

Chi dovrebbe governare si fa invece, tutto al contrario, governare esso stesso, finendo per perdere qualsiasi autorevolezza e
credibilità.

Ho parlato nei giorni scorsi della mania dell’uomo contemporaneo per i numeri, da cui é attratto come se fossero un distillato del suo nuovo dio, la scienza, ma che finiscono invece solo per essere veicoli per le sue nevrosi.

Ma chi e soprattutto come li vagheggia e definisce questi numeri, cui il nostro primo ministro sembra aggrapparsi con più determinazione di quella con cui un naufrago si abbarbica al suo relitto di legno?

Gli scienziati? I medici? I docenti universitari?

La prima categoria non esiste, se non nei fumetti e nei cartoni animati – sarebbe imperdonabile non menzionare il dottor Frink dei Simpson e Archimede di Paperino.

Quanto alle altre due, va detto e ben rimarcato che, come accade esattamente per tutte le categorie professionali, sono composte per la maggior parte da incompetenti che non sanno fare il loro lavoro e non hanno competenze e preparazione adeguata.

Oppure dobbiamo pensare ai giornalisti, che titolano “morto per covid”, poi vai a leggere il testo dell’articolo e scopri che aveva 99 anni?

Ecco, se i numeri sono quelli forniti da queste categorie e in questo modo, allora abdicare a favore di questi numeri significa esattamente mandare il cervello all’ammasso e non avere alcuna – e sottolineo alcuna – speranza di ben governare.

Se così stanno le cose, come mi pare evidente che stiano, non so cosa ci sia da bearsi nel farsi governare da numeri falsi, bugiardi, improbabili, inattendibili, infondati, falsati e via dicendo.

Non so nemmeno cosa ci sia da esserne orgoglioso, sarebbe come dire «Ho progettato un razzo per la luna sul presupposto che due più due faccia sei!»

La realtà innegabile é che questo, nonostante il curriculum tanto celebrato del capo, é l’ennesimo governo fatto di fuffa, da cui c’è da aspettarsi qualche provvedimento azzeccato esattamente come ci si aspetta da un orologio rotto che segni l’ora esatta due volte al giorno.

Smetti di credere alle menzogne del mainstream, smetti di avere paura.

PS si capisce abbastanza che secondo me Draghi, nonostante le incensate che riceve da tutte le parti, è l’ennesima figura priva di sufficiente fermezza per gestire come si dovrebbe la situazione?

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Preparati al peggior governo del dopoguerra.

Fino adesso non hai capito nulla e potevi permettertelo perché non faceva molta differenza.

Adesso però bisogna che ti svegli.

Su tutto: pandemia, politica, istituzioni, società, diritti.

Il prossimo governo sarà per certo il peggior dicastero del dopoguerra.

Mentre i media compiacenti incenseranno beati e giulivi i suoi membri, definendoli “statisti” e “autentici servitori dello Stato”, questo governo farà scempi inauditi, sottraendo, tagliando,
sopprimendo servizi alle persone e alle aziende.

Mentre starai a leggere contento e soddisfatto il magnifico e progressivo curriculum di Draghi ti imporranno conseguenze pesantissime: mi sembra giusto avvertirti perché, distratto come sei, potresti ugualmente non accorgertene.

Questo governo sarà pieno di donne, ma non certo per promuovere la parità, ma per avere più intoccabili nella stanza dei bottoni quando ci sarà da imporre sacrifici ancora maggiori.

Ospedali, tribunali, uffici pubblici, aiuti alle imprese verrano soppressi, chiusi, accorpati, di fronte a giornalisti col sorriso ebete e compiacente.

Ti toglieranno il lavoro, che dà la dignità, e ti daranno il reddito di cittadinanza, che all’esatto contrario te la toglie.

Ti chiuderanno in casa a deprimerti ed impazzire, a giocare con la PlayStation.

Ti daranno il monopattino per arrancare a procurarti cibo spazzatura al più vicino supermercato, che ti farà ammalare sempre più e, quando non sarai utile nemmeno più come numero per nutrire le statistiche di cui a sua volta si nutre la psicopolitica contemporanea, ti daranno la morte dolce per il tuo bene, per non farti soffrire.

Vivrai infelice, misero, triste, senza prospettive, ansioso, angustiato e angosciato perché “te lo chiede l’Europa”, dove l’Europa è un gruppo di criminali neoliberisti psichiatrici che ha preso il potere senza nessuna legittimazione popolare e ha calpestato la Costituzione italiana e quelle di tutti gli altri popoli europei.

A questi neoliberisti per l’ennesima volta si sta consegnando l’intero paese, in modo che possano perfezionare il lavoro di smantellamento e distruzione delle ultime tre decadi e ridurci molto peggio della Grecia, con il consenso ancora una volta giulivo di quasi tutti i partiti.

Forse è ora di aprire gli occhi.

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Sono molto più i danni fatti dal governo che dal covid.

Rimettere l’Emilia Romagna, una delle regioni che tiene in piedi l’economia dell’intera Italia, in zona arancione senza alcun motivo reale é un atto criminale che provocherà, del tutto inutilmente, danni gravissimi che non saranno né indennizzabili né reversibili.

Il fatto che, salvo pochissime eccezioni, non lo stia dicendo nessuno significa che ormai la maggior parte delle persone si è completamente assuefatta all’Assurdità, cosa che ulteriormente comprova come sia ancora più difficile che si abbiano quella ribellione e quella resistenza civile che sarebbero necessarie per contrastare questo demenziale e delinquenziale regime fasciosanitario.

Forse è il caso di smetterla di bearsi con la contemplazione del magnifico e progressivo curriculum di Draghi e riconoscere che questo governo, a premier e maggioranza cambiati, sta però continuando la medesima sbagliatissima politica di quello precedente, senza una virgola una di differenza.

Ci stanno tenendo chiusi nello stesso comune e in casa dalle 22 alle 6 del mattino per il covid, la prima pandemia della storia senza morti.

Ci stanno proponendo un farmaco completamente sperimentale che non serve a immunizzare, presenta effetti collaterali non trascurabili e potrebbe persino creare schiere di portatori sani.

Forse è il caso di iniziare a usare la testa, smettere di avere paura e ritrovare la vita, la dignità del lavoro e la libertà.

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Vivere nel terrore del covid: ne vale la pena?

Il primo fondamento della nevrosi é la parola, cioè la logica (non a caso, parola in Greco si diceva logos), ma dove le nevrosi dilagano davvero é nei numeri, che sono un livello di astrazione ancora ulteriore, che, come tale, é devastante per l’equilibrio spirituale, che richiederebbe un radicamento nel cuore e nelle parti profonde, cioè nel dominio del simbolo, e consente di innestare ancora più in profondità le deviazioni psicotiche.

pexels-photo-3992933.jpegL’uomo contemporaneo é letteralmente schiavo dei numeri, che gli vengono ammansiti più volte al giorno da media sempre più scadenti: limite del colesterolo, peso forma, misura della circonferenza in vita, calorie, anno di età biologico, numero di ore di lavoro, ammontare del debito pubblico, anni di prescrizione, numero di contagiati, numero di sani, numero di morti…

Ogni volta che viene in qualche modo attinto da uno di questi numeri – inventati per lo più totalmente a caso dai media e dai loro ridicoli e tragici “esperti”; a proposito, ringrazio il covid che ci ha mostrato molto chiarimente i limiti della scienza, il dio dell’uomo
contemporaneo, e della tecnica, mandando in onda liti continue tra virologi, medici e più in generale “quelli che sanno” ovvero “gli studiati” – ogni volta, dicevo che viene attinto da uno di questi numeri, divisati totalmente a caso (gli aruspici e gli astrologi erano persone estremamente più serie), l’uomo contemporaneo si deprime, si rabbuia, si oscura, si rattrista.

Ancora una volta i numeri sono falsi, le emozioni sono vere.

Eppure non è difficile vedere che i media, gli esperti, si appoggiano ai numeri ormai come un ubriaco ad un lampione.

Possibile che i numeri entrino acriticamente in testa a tutti, dove sono liberi di fare danni, scatenare paure, angoscie, tristezze e nevrosi, senza un minimo di ragionamentino, anche piccolo?

100.000 morti per covid, vi dicono.

Ma come sono stati contati questi decessi?

Sono come i sondaggi che Hillary Clinton era “sempre in testa” e poi ha vinto quell’altro?

Sono più seri dei sondaggi politici perché li hanno fatti dei medici e non da persone distratte al telefono?

Se ti fidi tu…

Quanti anni avevano quei morti? Quali altre patologie avevano?

Soprattutto, c’è il nesso eziologico tra il covid e la morte?

Parliamone un attimo. Quando sono morti avevano il covid, ok (forse).

Ma se anziché il covid avessero preso un’altra patologia, come ad esempio l’influenza stagionale, sei sicuro che non sarebbero morti ugualmente?

Perché vi sia nesso causale, o eziologico, dovremmo rispondere in modo affermativo a questa domanda, quando invece per molti anziani o soggetti con molte altre patologie non sarebbe possibile: bisogna all’opposto dire che sarebbero morti qualsiasi altra patologia concomitante avessero contratto, per cui che siano morti col covid é solo un accidente e non la vera causa, dal momento che erano appesi a un filo e sarebbero morti comunque più o meno nello stesso periodo.

Quanti, di quei 100.000 che ti dicono essere morti, erano in queste condizioni?

Adesso facciamo un altro discorso.

La tua esperienza é in linea, nel tuo piccolo, facendo le dovute proporzioni, con la narrazione dei media, con la realtà rappresentata dai media?

La mia no.

Io conosco tante persone ormai.

Nessuno di quelli che conosco é morto.

Cioè non conosco nessuno, tra i miei parenti, amici, conoscenti, clienti dello studio legale, clienti del counseling e delle altre cose che faccio che sia morto per covid.

Per contro, conosco moltissima gente che si è ammalata ed è guarita, per lo più dopo un paio di giorni di febbre. Anche persone piuttosto anziane con patologie gravi.

Adesso io non voglio fare il solito ingenuo che proietta la sua singola esperienza aneddotica e pretende di farne verità universale, però il contrasto con la narrazione dei media é davvero tanto e non può non imporre una riflessione.

Inoltre é passato davvero tanto tempo dall’inizio della “pandemia” e la gente, salvo rari casi (che sarebbero peraltro da accertare con molto maggior rigore, come dicevo), non muore.

Ormai tutti si stanno accorgendo che il covid deve essere
ridimensionato rispetto alla narrazione terroristica che ne era stata fatta agli inizi.

Questo è tanto vero che i media si sono inventati ovviamente un nuovo spauracchio.

Infatti ti stanno dicendo «vabbeh in qualche modo il covid lo stiamo tenendo sotto controllo, grazie alle magnifiche e progressive doti del nostro servizio sanitario nazionale, però ci sono le VARIANTI».

Le varianti, guarda caso, sono sempre diverse, mai una sola, e soprattutto sono «molto contagiose» e tali per cui non se ne conoscono gli effetti.

Insomma, devi continuare ad avere paura.

E devi continuare a biasimare quelli che non hanno paura, gettando su di loro lo stigma sociale.

Una volta si biasimavano quello che si rifiutavano di andare in guerra per difendere l’Italia perché erano considerati dei vigliacchi, adesso si addita al pubblico ludibrio invece chi NON ha paura, esattamente al contrario.

E io dovrei ringraziare il giurista di Volturara Appula per averci immerso in questa situazione disastrosa senza alcun motivo valido, facendo fallire l’economia di un paese intero e rovinando i nostri giovani?

Ma io contesto duramente lui e tutti quelli che non fanno altrettanto.

Se vuoi vivere nella paura per niente, continua a credere al sistema.

Altrimenti, prova a iniziare a ragionare con la tua testa, si fa un po’ di fatica all’inizio ma poi é molto più divertente.

Evviva noi.

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Covid: meglio seppellirsi vivi o meglio vivere?

Puoi dire quello che vuoi, ma il covid é la prima epidemia della storia senza morti.

Il diritto alla salute non é più un diritto, ma è stato trasformato in dovere, diventando il crudo bastone di un regime fasciosanitario mondiale.

gioconda con mascherinaIl governo é come un ex coniuge: ti dice che è per il tuo bene, o quello dei tuoi figli, e intanto ti danneggia.

Dobbiamo oggi lottare, tutto al contrario, per il diritto di ammalarci e avere due giorni la febbre come prezzo, tuttavia, per aver vissuto, toccato, abbracciato, amato.

Dobbiamo spendere e investire come figli i talenti che ci sono stati dati dal Padre, senza seppellirli sotto la terra come tutti i governi vorrebbero che facessimo, rovinando noi stessi e finendo per non vivere.

La vita è un dono da vivere.

Se la seppellisci sotto terra, o, se preferisci, la metti solo la celebre campana di vetro, la stai solo sciupando, anziché spendendo.

Non è tragico morire: é tragico non vivere.

(compito per tutti: rileggere la parabola dei talenti nei Vangeli)

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