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La Chiesa ha mancato un’occasione storica.

La devastazione della Chiesa, realizzata mettendo a capo della stessa
un improponibile come Bergoglio, é stato sicuramente un atto
preparatorio della pandefuffa che sarebbe venuta dopo qualche anno.

La Chiesa universale avrebbe avuto, se fosse stata gestita da
sacerdoti anche solo minimamente degni del loro ufficio, una funzione
e un ruolo fondamentali in questo periodo di enorme difficoltà e di
grande crisi materiale e spirituale, offrendo un fondamentale ed
autorevole punto di vista alternativo, che avrebbe costituito un punto
di riferimento importante per milioni di persone, credenti e non: la
centralità dell’anima.

Un papa, al contrario, giulivamente appiattito sulle posizioni del
mondo, con la evidente funzione di cappellano dell’ONU, che invita
alla vaccinazione come unico rimedio, come se non ci fosse salvezza
senza vaccinazione, quando la nostra fede e le nostre scritture sono
piene di inviti a non preoccuparsi per il corpo, considerata la
primazia dell’anima, non fa niente di diverso da uno qualsiasi dei
governanti del mondo, tutti più o meno complici di questa
allucinazione collettiva orwelliana, dove ormai proprio più nessuno di
autorevole per le masse ha il coraggio di gridare che il re è nudo e
cioè che non c’è nessuna pandemia che possa considerarsi tale.

Ormai la società si sta avviando serenamente, e in fondo io credo
anche spontaneamente, per un destino in qualche modo scritto da
qualche parte, verso una divisione in due parti, come nel romanzo di
Orwell: da una parte i membri del partito, oggi del sistema,
dall’altra i prolet.

Sì é vero oggi in Italia ci stanno ricattando, con il ricatto più
spregevole che ci sia, vaccino o perdita del lavoro e della
possibilità di mangiare e vivere, ma é per motivi più reconditi che ci
si incammina verso la vaccinazione o verso, al contrario, la
resistenza. Più persone ascolto, incontro, ho occasione di sentire e
più questa sensazione diventa corposa, netta, verosimile.

É come se ognuno di noi, al di là di tutti i discorsi vacui sulla
scienza e simili, fosse stato destinato sin dall’inizio ad imboccare
una certa strada, la grande maggioranza da una parte e un «piccolo
esercito» dall’altra; e più passa il tempo, più le cose progrediscono
e più tutto questo appare chiaro.

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Storie di green pass.

L'unica speranza contro il greenpass é che faccia perdere troppi soldi alle persone sbagliate
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riflessioni

Resistere, resistere, resistere.

Col decreto 111, che si aggiunge al 105, il governo italiano spinge ancora più in su la supposta nel culo del popolo.

Questo Stato, che vuol fare il finocchio con nostro culo, ti dice vigliaccamente che vaccinarsi é un dovere solo civico, per non importene l’obbligo assumendosene le relative responsabilità, poi ti pone talmente tante limitazioni da rendertelo, di fatto, obbligatorio.

Eppure noi free vax abbiamo ragione.

Questi farmaci sperimentali, proposti da multinazionali multate più volte in passato, non sono vaccini e questa pandemia fa acqua da troppe parti per potersi fidare ciecamente del sistema.

Oggi tutti detestano quei medici che negli anni 50 promuovevano il consumo di sigarette come se facessero bene alla salute e questa non è certo l’unica cantonata presa dalla medicina occidentale nel corso del tempo.

Sempre negli anni 50, però, chi si rifiutava di fumare dicendo che faceva male veniva preso per il culo e incitato, tutto al contrario, a farlo.

Il Signore ama sempre vincere le sue battaglie con un piccolo esercito.

Evviva noi.

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Vaccinazione: rispetto per i punti di vista di ognuno.

La scelta se vaccinarsi o meno dipende dal vissuto di ognuno, non soltanto con riferimento a eventuali patologie fisiche pregresse, correnti o croniche, ma anche agli aspetti spirituali, concernenti il modo in cui una persona si relaziona con la propria fragilità, la propria caducità e l’eventualità di ammalarsi.

In altri termini, il punto di vista che ognuno di noi ha verso la campagna vaccinale dipende dalla struttura della sua personalità, da come ha vissuto sino ad ora, dalle sue esperienze, traumi, ferite e disfunzionalità.

Per questo, a mio modo di vedere le scelte e gli atteggiamenti di ognuno non possono essere giudicati dagli altri: chi lo facesse non solo sbaglierebbe, ma si avvelenerebbe perché il giudizio è un veleno che intossica per primo chi lo pratica.

È evidente che se, ad esempio, una persona é ipocondriaca o tende all’ipocondria avrà un punto di vista molto più favorevole verso la campagna vaccinale, perché in lei il livello di paura é molto più alto che in un’altra persona.

Sono, peraltro, queste le motivazioni che ci muovono.

Chi parla di scienza o motivi scientifici sta, di fatto, barando, magari del tutto
inconsapevolmente.

Siccome una risposta certa dalla scienza non c’è, per mille motivi di cui ho già abbondantemente parlato in altri post,
giungere a conclusioni «scientifiche» in realtà non costituisce altro che la copertura di facciata di situazioni emotive che sono quelle che davvero hanno determinato la persona a decidere in un modo piuttosto che in un altro.

L’ipocondriaco del nostro esempio, dunque, non ti dirà mai «mi vaccino
perché mi sto cagando addosso», ma nobiliterà la sua scelta dicendo «mi vaccino perché credo nella scienza e perché voglio tutelare anche gli altri».

Questo naturalmente vale anche per chi non vuole vaccinarsi, che magari ha una fobia dei farmaci, ma non te lo confesserà mai e dice che non si vaccina perché bisogna «lottare per la libertà» e altri alti e nobili consimilari scopi.

Una volta bolliti tutti questi discorsi, sul fondo rimane che ognuno di noi non sa davvero nulla della vita degli altri.

Ognuno di noi, a ben vedere, non conosce bene nemmeno se stesso, figuriamoci gli altri da sé.

Il giudizio, dunque, prima che sbagliato é anche impossibile in re ipsa.

Nessuno di noi può davvero sapere perché uno è pro vaccino o free vax, sono le propensioni di ognuno.

É un peccato che ogni categoria debba additare le altre come quelle
degli «stupidi», di quelli che «non capiscono», via via a volte salendo ad eccessi verbali davvero poco commendevoli, soprattutto per la fallacia logica dei ragionamenti che ne stanno alla base.

La verità è che le persone intelligenti stanno in ogni categoria e sono, purtroppo, una minoranza, mentre gli idioti sono parimenti ubiquitari e sono purtroppo la maggioranza.

Ognuno cerca di fare il meglio per sé e per gli altri e lo valuta sulla base degli strumenti e dei punti di vista di cui dispone. Non c’è mai uno che ha «più scienza» di un altro, quello é solo un
presuntuoso.

Evviva noi.

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