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Vaccini pediatrici: Trump cambia rotta, Italia ferma

1) Negli Stati Uniti cambia il paradigma vaccinale.

Con un nuovo ordine esecutivo, Donald Trump ha chiesto all’amministrazione federale americana di proseguire la revisione del calendario delle vaccinazioni pediatriche. Il cuore politico della decisione è chiaro: ridurre il numero dei vaccini raccomandati universalmente, distribuire maggiormente le somministrazioni nel tempo e ampliare lo spazio decisionale dei genitori.

Il calendario federale era già stato ridimensionato nel gennaio 2026: le malattie per le quali la vaccinazione era raccomandata a tutti i bambini erano passate da 17 a 11. Il nuovo intervento presidenziale rilancia e approfondisce quella scelta, chiedendo al Dipartimento della Salute di valutare tempi, sequenze e modalità delle somministrazioni.

Non si tratta dunque di una semplice modifica tecnica. È una rottura politica con l’idea, dominante negli ultimi anni, che ampliare continuamente il calendario vaccinale sia sempre e comunque la strada migliore.

2) Il vaccino MMR dovrà essere separato.

Il passaggio più discusso riguarda il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia, noto negli Stati Uniti come MMR e in Italia come MPR. Trump vuole che le tre componenti possano essere somministrate separatamente e, quando possibile, nel corso di visite mediche differenti.

Qui serve una precisazione per non trasformare una notizia vera in un titolo fuorviante: l’ordine non mette immediatamente a disposizione tre vaccini singoli. Negli Stati Uniti, al momento, questi prodotti separati non sono disponibili. L’amministrazione dovrà presentare un piano per renderli accessibili e per rivedere la sequenza complessiva delle vaccinazioni pediatriche.

La differenza è importante. Trump ha indicato una direzione politica e amministrativa; la sua concreta attuazione richiederà passaggi regolatori, valutazioni delle autorità sanitarie e prodotti effettivamente presenti sul mercato.

3) Due letture opposte della stessa decisione.

La base Maga e molti gruppi critici verso le politiche vaccinali hanno accolto la decisione come una vittoria. Vedono nell’ordine un riconoscimento tardivo di domande rimaste troppo spesso senza ascolto: quanti vaccini sono davvero necessari per tutti? È opportuno somministrarne diversi nella stessa seduta? Il calendario tiene sufficientemente conto delle condizioni del singolo bambino? I genitori ricevono informazioni complete e comprensibili?

Una parte consistente del mondo medico e scientifico statunitense, invece, considera la scelta pericolosa. Le associazioni pediatriche ricordano che i vaccini combinati riducono il numero delle iniezioni e delle visite, facilitano il completamento del ciclo nei tempi previsti e sono stati studiati su popolazioni molto ampie. Temono inoltre che moltiplicare gli appuntamenti possa lasciare più bambini scoperti per periodi più lunghi.

Anche la tesi di un rapporto causale tra vaccini e autismo, richiamata più volte da Trump nel dibattito pubblico, è respinta dalla letteratura scientifica prevalente. Per leggere correttamente la vicenda non è necessario ignorare questo dato, né accettare che esso chiuda ogni discussione possibile su numero, tempi, combinazioni, farmacovigilanza e libertà di scelta.

Il punto serio è proprio questo: una domanda non diventa illegittima soltanto perché viene posta da una parte politica sgradita, ma una risposta non diventa scientificamente vera soltanto perché la firma un presidente.

4) Non esiste un unico calendario valido per tutto il mondo.

La revisione americana nasce anche dal confronto con altri Paesi sviluppati. La Danimarca, per esempio, adotta da tempo un calendario pediatrico più ristretto di quello statunitense. I calendari nazionali differiscono perché cambiano la diffusione delle malattie, l’organizzazione sanitaria, le priorità, le risorse e le valutazioni sul rapporto tra benefici e rischi.

Questo confronto ha incrinato l’idea secondo cui il progresso debba coincidere automaticamente con un numero sempre maggiore di vaccinazioni universali. Negli Stati Uniti la revisione è diventata politica ufficiale; altrove esistono da anni calendari più selettivi o raccomandazioni rivolte soltanto alle persone maggiormente esposte.

Sarebbe tuttavia inesatto parlare di una ritirata mondiale uniforme. In Europa convivono modelli molto diversi: alcuni Paesi puntano soprattutto sulla raccomandazione e sulla fiducia, mentre altri mantengono o ampliano gli obblighi. La Francia, per esempio, ha introdotto nuove vaccinazioni obbligatorie per i bambini anche in tempi recenti. Il cambiamento reale, quindi, non è univoco: sta crescendo lo spazio per confrontare modelli diversi, ma la spinta ad aumentare le coperture resta forte in molte istituzioni.

5) In Italia restano dieci vaccinazioni obbligatorie.

In Italia il quadro fondamentale è ancora quello della legge del 2017. Per i minori da zero a sedici anni sono previste dieci vaccinazioni obbligatorie, con conseguenze specifiche per l’accesso ai servizi educativi dell’infanzia e sanzioni nei casi stabiliti dalla normativa.

Il Ministero della Salute continua a presentare questo impianto come parte centrale della prevenzione nazionale. Mentre negli Stati Uniti la Casa Bianca ha trasformato la revisione del calendario in una priorità politica, in Italia non si vede ancora un ripensamento altrettanto netto del sistema costruito durante la stagione dell’emergenza vaccinale.

È questo il ritardo più evidente. Non si tratta di decretare per legge che i vaccini siano tutti inutili o tutti dannosi, affermazione che non sarebbe seria. Si tratta di restituire centralità al consenso informato, alla valutazione individuale, alla trasparenza sui dati e alla possibilità di discutere gli obblighi senza essere espulsi dal dibattito pubblico.

Una democrazia matura dovrebbe riuscire a distinguere tra raccomandazione sanitaria e coercizione giuridica. Dovrebbe inoltre rivalutare periodicamente ogni obbligo, verificando se sia ancora necessario, proporzionato e sostenuto da evidenze aggiornate.

6) La scelta americana impone una discussione anche a noi.

La decisione di Trump non dimostra da sola che un calendario più corto sia migliore. Dimostra però che persino uno dei Paesi che più hanno promosso l’espansione delle vaccinazioni pediatriche considera oggi legittimo riesaminare il proprio modello.

La valutazione comparativa pubblicata dal Dipartimento della Salute statunitense ha messo a confronto gli Stati Uniti con altri Paesi sviluppati. Il nuovo calendario federale distingue ora tra vaccini raccomandati a tutti, vaccini destinati ai gruppi a rischio e scelte da assumere insieme al medico.

È un’impostazione che merita attenzione anche in Italia. Il nostro Paese dovrebbe aprire un confronto pubblico, trasparente e non ideologico su alcuni punti essenziali: la permanenza dei dieci obblighi, l’effettiva necessità di ogni somministrazione universale, la personalizzazione dei calendari, il monitoraggio degli eventi avversi e la qualità del consenso informato.

Il cambiamento internazionale non autorizza facili trionfalismi. Offre però un’occasione: passare dalla contrapposizione tra fedeli e nemici della scienza a una verifica continua delle politiche sanitarie. La scienza autentica non teme le domande, mentre la politica democratica non dovrebbe usare la medicina come scorciatoia per comprimere diritti e responsabilità personali.

Per le decisioni che riguardano la salute tua o dei tuoi figli, confrontati con un professionista sanitario di fiducia e valuta la situazione individuale. Informarsi significa cercare dati, comprendere benefici e rischi e non delegare il proprio giudizio né a uno slogan politico né a un titolo di giornale.

7) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

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Ecco come e perché si muore in Italia.

Ti vaccinano così da danneggiarti il cuore a soli 45 anni.

Un giorno, cominci a sentire male al braccio sinistro: continui a credere nella medicina e vai al pronto soccorso.

Al pronto soccorso non trovi un medico ma uno specializzando «di 36 anni» che é stato assunto in deroga a ogni legge e ogni logica perché c’era una «emergenza sanitaria», sulla considerazione molto
discutibile che per affrontare le emergenze possano mai servire degli incompetenti.

Lo specializzando sbaglia completamente la diagnosi e ti dice che anziché un infarto é la cervicale.

Vai a casa e dopo qualche giorno crepi.

Lo specializzando viene condannato e la tua famiglia risarcita, ma tu resti morta.

I giornalisti scrivono tutta la storia ovviamente omettendo il piccolo dettaglio del vaccino, l’unico che spiega come mai hai avuto un infarto a soli 45 anni.

Nessun altro oltre allo specializzando pagherà per la tua morte: non chi ha deciso e imposto la vaccinazione, non chi ha omesso di dire la verità a riguardo sui giornali, non chi ha deciso di mettere degli specializzandi nel pronto soccorso.

https://bit.ly/3PPn8BN

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Chiedi sempre i danni da vaccino.

«Un ragazzo di 16 anni riceverà un risarcimento per i danni da vaccinazione anti-Covid, dopo il definitivo accertamento della correlazione tra la somministrazione del vaccino e i gravi danni alla salute riportati dallo stesso.»

Contatto whatsapp 059761926

https://bit.ly/3Obmnic

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Vaccini ed epatite: correlazione confermata.

Uno studio scientifico comprova il legame causale tra la vaccinazione con Moderna e lo sviluppo di epatite di natura autoimmune e altri danni al fegato.

Ora vedremo quanto ancora dovremo andare avanti con questa isteria collettiva di questa non solo inutile, ma anche dannosa vaccinazione.

«Our case demonstrates conclusive evidence of vaccine-induced immune-mediated hepatitis with a rapid onset of liver injury after the first Moderna dose, which on re-exposure led to acute severe autoimmune hepatitis.»

https://bit.ly/36SSofb

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Super green pass per un concorso pubblico?

Le scrivo perché vorrei ascoltare il suo parere in merito all’obbligo di Green pass rafforzato per partecipare ad un concorso pubblico. Il concorso in questione è iniziato ben 2 anni fa, tra sospensioni e rinvii per emergenza sanitaria. Io ho superato le 2 prove scritte e adesso mi attende l’ultima prova orale che inizierà il 17 gennaio 2022. Dovrebbe svolgersi in presenza, anche se nel bando si riservano la possibilità di svolgerlo in modalità telematica in caso di necessità. Tra i requisiti per partecipare viene richiesto il green pass base, ma questa informazione risale a qualche giorno fa. Alla luce dell’inasprimento delle regole che partirà il 10 gennaio, secondo lei è legalmente possibile che modifichino il bando inserendo greenpass rafforzato? Sarebbe una catastrofe per molti concorsisti che, anche volendo vaccinarsi, ormai non sarebbero più nei tempi per ottenere il supergreenpass in data utile per svolgere la prova concorsuale. Quindi tutte queste persone saranno escluse dal poter partecipare? Grazie in anticipo, buona giornata

Purtroppo, nella pratica giuridica non ha alcun senso ragionare su ipotesi.

Non ho, infatti, alcun modo di sapere che cosa deciderà il governo e, soprattutto, in che forma.

Tutto quello che si può dire ad oggi è, in generale, che probabilmente, per evitare facili impugnazioni, di cui il settore dei concorsi pubblici è pieno, gli organizzatori del concorso potrebbero optare per lo svolgimento con modalità telematica.

Se ciò non accadesse, e se venisse addirittura richiesto il green pass rafforzato, è una cosa che si potrà vedere solo in seguito, relativamente alla quale si potranno valutare eventuali forme di impugnazione, anche considerando che il concorso è iniziato prima dell’entrata in vigore di tali eventuali disposizioni successive.

Manca, infine, un pezzo importante di informazione: concorso pubblico per cosa? Potrebbe, infatti, essere rilevante: se fosse, ad esempio, per l’assunzione in sanità, scuola o forze dell’ordine un eventuale ricorso per eventuale richiesta di super green pass potrebbe essere meno rilevante, dal momento che per quelle categorie è già previsto l’obbligo vaccinale, ad esempio.

Risentiamoci eventualmente quando ci saranno novità concrete.

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Altro caso accertato di decesso causato dal vaccino.

Qui, come nel caso di Paternò, le chiacchiere stanno ormai a zero: c’è una relazione ufficiale che comprova il nesso causale tra vaccino e decesso.

Cioè la morte é stata causata dal vaccino e senza la vaccinazione non si sarebbe verificata.

«I consulenti della Procura di Messina hanno depositato la relazione tecnica medico – legale con le indagini istologiche e di laboratorio e hanno attestato la sussistenza di un nesso causale tra la
somministrazione del vaccino AstraZeneca e il decesso della prof. Turiaco. Lo specialista in medicina legale, coadiuvato dagli specialisti in malattie infettive e in anatomia patologica, ha escluso la sussistenza di ulteriori cause patogenetiche o di disordini immunitari e/o infezioni e ha riscontrato gli “anticorpi antieparina PF4” studiati e approfonditi dal prof. Andreas Greinacher e in altri studi in ambito europeo e americano. I consulenti nelle 59 pagine ritengono, senza ombra di dubbio, che il decesso della Turiaco è in relazione eziologica con la somministrazione del vaccino AstraZeneca avvenuta in data 11 marzo 2021.»

https://bit.ly/3FeGVm0

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Omicron, pericolosa o no?

Ma Omicron, allora, è grave o no? Temo di sì, perché mantiene la stessa pericolosità, che indichiamo come virulenza, ma è decisamente più infettiva per guariti e vaccinati.

Qui di seguito i primi risultati sull’efficacia dei vaccini e delle precedenti guarigioni su Omicron, in rosso. Come potete ben vedere, l’unica protezione deriva dalla guarigione + il vaccino (stato super immune), e anche lì, solo parzialmente.


Ma come, ma se tutti dicono che la mortalità si è abbassata con Omicron, al punto che è quasi un comune raffreddore?! Sì, è vero, la mortalità si è abbassata dal 23% degli ospedalizzati al 7%, e dipende dal fatto che adesso si ammalano anche vaccinati e guariti, in forma spesso meno grave e vengono contati fra i sopravvissuti alla malattia. Ma il virus per quanto ci è dato sapere ha conservato in sé la stessa virulenza e pericolosità di sempre.

Uno schizzo per spiegare come una nuova variante possa apparire più mite anche senza alcun cambiamento nella virulenza sottostante. Ciò può verificarsi perché, nel calcolo della frazione di casi gravi, il denominatore ora include molte re-infezioni che erano state precedentemente scongiurate.


Immagina una variante con poca capacità di reinfezione. La popolazione suscettibile è esposta a un numero sufficiente di virus da infettare. Le infezioni comprendono malattie gravi, moderate, lievi e asintomatiche. (Qui faccio notare che questi schizzi non sono in scala.)
Ma immagina che la nostra popolazione abbia anche una grande frazione che è stata precedentemente infettata. Poiché la variante ha poca capacità di reinfettare, queste potenziali infezioni sono state evitate.
Quando limitiamo la nostra attenzione ai casi osservati, alcune frazioni di questi sono gravi. Questo calcolo esclude necessariamente eventuali contagi scongiurati.
Ora immagina una variante con un’elevata capacità di reinfezione. Tra la popolazione suscettibile, la gravità dei casi non è cambiata. Sempre la stessa frazione grave, moderata, lieve, asintomatica. Ma ora vediamo re-infezioni, e queste generalmente non sono gravi.
Quindi possiamo ancora calcolare la frazione di casi gravi, ma ora sono inferiori. Non sono inferiori perché ci sono meno casi gravi, ma perché ci sono casi più lievi (re-infezioni).
Pertanto, il profilo di gravità dei casi di Omicron deve essere interpretato insieme alla comprensione della sua capacità di reinfettare (e infettare i vaccinati). Non ho parlato di vaccini, ma le relazioni sono simili. Prevediamo un aumento dei casi più lievi tra i vaccinati.
Quindi, quando guardo i dati provenienti dal Sudafrica o altrove, penso non solo alla proporzione di casi gravi, ma anche al numero di casi gravi, che dimostra l’impatto sulla salute pubblica della variante.

Per finire, uno sguardo ai ricoveri in Gauteng (Sud Africa)?
Nuovi ingressi che raddoppiano ~ ogni 5 giorni e fino al 31% dei precedenti livelli di picco
Nota: i casi di ospedalizzazione ritardano di 1-3 settimane e con i ritardi di segnalazione è necessario attendere una settimana per comprendere i ricoveri ospedalieri effettivi per la settimana precedente.

In Inghilterra, Omicron diventerà prevalente fra due settimane, quindi se succede quello che è successo l’anno scorso con la Delta, arriverà da noi in Marzo.

E la terza dose? Certamente aiuta, ma non perché sia la terza ma perché l’hai appena fatta. E’ un po’ come dire che quando prendi l’aspirina si abbassa la febbre. Certamente è vero, ma l’effetto non dura nel tempo, dura qualche ora. E dopo?

Con Omicron, la migliore difesa è un sistema immunitario sano ed integro, quindi uno stile di vita sano. I vaccini contano, per un po’, ma poi l’effetto si annulla e non possiamo doparci di vaccini ogni 3 mesi, diventa pericoloso per il cuore.

Qualche caso a supporto di quanto sostenuto? In Norvegia una cena aziendale con 120 vaccinati ha causati 60 positivi in una sera, uno su due. Un concerto per studenti in Danimarca con 150 partecipanti ha causato 50 infezioni in una sera, tutti pienamente vaccinati, quindi uno su tre. Già il Green Pass non ha molto senso, ma dopo sarà decisamente inutile. E forse anche le mascherine potranno poco, in un ambiente chiuso.

Tutti i dati sono aggiornatissimi e incrociandoli fra più fonti coincidono. Si tratta di dati preliminari, ma sono assolutamente credibili.

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Illegittima la sospensione di Giovanardi.

Illegittima la sospensione di Giovanardi.

Il provvedimento dell’ordine dei medici é molto probabilmente illegittimo, avendo il sanitario regolarmente ottenuta l’esenzione dalla vaccinazione, come previsto dall’art. 4, comma 2°, del decreto legge 44/2021.

«A settembre, sono stato esentato dal siero, visto che tre anni fa ho avuto una tromboflebite, che costituisce una controindicazione assoluta al vaccino. Ho presentato all’Ordine e alla Ausl i documenti di esonero e nessuno mi ha mai risposto. Fino al 30 novembre, quando mi è stata recapitata la raccomandata con la quale l’Ordine dei medici mi ha sospeso dall’esercizio della professione fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale. Domani rimanderò tutta la documentazione e mi aspetto che annullino la sospensione», spiega l’ex primario modenese»

https://bit.ly/3G8Jnun

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riflessioni

Esenzioni: le chiacchiere stanno a zero.

Per te che mi contatti ora per l’esenzione.

Tutti i problemi giuridici vanno trattati passando il prima possibile alla fase del fare, come spiego in un mio ormai celebre post di qualche anno fa, con cui ho fondato l’approcciostrategico per la gestione dei problemi legali.

Per come la vedo io, sei già in estremo ritardo: avresti dovuto muoverti mesi fa, quando abbiamo iniziato a lavorarci sopra, e magari adesso saresti tra quei non molti che l’hanno ottenuta.

Ovviamente, puoi provare a chiederla anche adesso, non é che sia scaduto un termine, si può sempre chiedere.

Anzi, ad oggi é l’unica soluzione disponibile, non ce ne sono altre.

Quello che ti voglio dire però è: non perdere altro tempo!

Se vuoi tentare seriamente di uscire da questa follia collettiva criminale, chiama il mio studio e fatti dare un appuntamento oppure acquista l’appuntamento on line dal mio blog principale.

Useremo l’appuntamento per scrivere insieme la richiesta di esenzione e mandarla a chi di dovere.

Non per fare delle chiacchiere, per “capire”, “valutare”,
“considerare” e così via.

Non è più il tempo di parlare e basta.

Le esenzioni sono un bersaglio mobile, la normazione cambia in continuazione e di conseguenza le interpretazioni relative.

Nessuno può sapere in anticipo se te la daranno o no.

Devi prendere la pistola e tentare di sparare a quel bersaglio.

Finché non farai questo non avrai fatto nulla e, quando ti chiameranno per la vaccinazione, non ti resterà che farti forare oppure sopportare le conseguenze della mancanza del vaccino, tra cui la perdita di mesi di stipendio.

Non voglio più che mi contatti per “sapere come funzionano le esenzioni”, perché se mi chiedi questo adesso allora significa che ti devo spiegare la vita intera, non hai capito niente della situazione in cui ti trovi, della vita che fai e delle prospettive che hai.

Stai scivolando nella merda ogni giorno di più e ancora ti balocchi con le domande e le curiosità?

Vai a casa a riprendere le palle che ti eri dimenticato di indossare prima di uscire e passa prima possibile alla fase del fare.

Prenota il tuo appuntamento ?

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La pandefuffa comanda nuovi sacrifici umani.

In venticinque anni che faccio l’avvocato, ho ascoltato e assistito tante persone che, per vari motivi, si sentivano violentate.

Da una situazione ingiusta, da un provvedimento che non condividevano, da un coniuge insopportabile, da un figlio incorreggibile, dall’arrivo di una cartella esattoriale, da una legge sentita come iniqua.

Ma non ho mai lavorato con persone che si sentissero talmente tanto violentate come quelle costrette a fare il vaccino.

Una tassa ti colpisce nel portafoglio, un vaccino invece ti entra nel corpo e la prospettiva relativa può ingenerare un rifiuto totale, perché il corpo é intoccabile.

Il corpo, anche quando brutto, fuori forma, grasso, vecchio, é sentito come la cosa più personale e intima che abbiamo.

Il corpo é il mistero più grande e se qualcuno vuole metterci dentro il suo piedino quando non vogliamo la nostra reazione é la più ostile possibile, senza che ci si possa fare nulla, é istintivo.

Io, ad esempio, non mi fido di quella faccia cogli occhi vuoti da pubblicità progresso contro gli stupefacenti di Drago Malfoy e pertanto non mi sentirei mai di inocularmi una sostanza consigliata o imposta dal suo governo.

Ora a quanto pare gli augusti sacerdoti della religione pagana del covidismo hanno già individuato da quali categorie pescare i prossimi sacrifici umani da offrire per scongiurare la Grande Catastrofe immaginaria: personale della scuola e membri delle forze dell’ordine.

Non perché sono più prone a trasmettere il contagio, ma solo perché sono più ricattabili, come si conviene ad un governo di leoni come questo.

La prima categoria ha in mano i nostri figli, la seconda invece in mano ha delle armi.

Sicuramente é vero che la maggior parte delle persone é disponibile alla vaccinazione, ma quel 15/20% che non si è vaccinato sino ad ora molto difficilmente si lascerà convincere.

Al momento non ho soluzioni, anche perché come da mia aurea abitudine devo aspettare di leggere il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ma voglio dire a tutte le persone costrette al vaccino, cioè i sanitari, i lavoratori di RSA, gli erboristi, gli insegnanti e i membri delle forze dell’ordine, molti dei quali mi hanno già scritto, due cose:

a) vi sono vicino e capisco perfettamente come vi sentiate violentati nel corpo e nello spirito da questo governo d’affari sporchi, senza che abbiate fatto nulla per meritarlo, avendo solo la “colpa” di aver scelto un lavoro, peraltro nobile e a favore degli altri, piuttosto che un altro e di averlo svolto diligentemente tutti i giorni;

b) vi giuro e vi garantisco che se ci sarà un modo serio e praticabile per evitare questo abominio lo valuteremo insieme e se vorrete proveremo a praticarlo.

Pregate per me, io pregherò per voi, ricominciando da stasera. E pregate anche per chi ne ha ancora più bisogno di noi, per Drago Malfoy e tutti i suoi accoliti, perché Dio tocchi loro il cuore ed elargisca anche a loro i beni che ha dato a noi.

E ricordatevi che il Signore ama vincere le sue battaglie con un piccolo esercito. Dobbiamo amare sempre la sua volontà, compreso tutto il male cui é necessario andare attraverso perché si realizzi.

Ci sentiamo appena esce il decreto.

Evviva noi.