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Palermo, difterite sospetta e genitori indagati

1) La morte di una bambina e l’apertura dell’inchiesta.

La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori di una bambina di quattro anni morta nella notte del 20 agosto 2026 all’Ospedale dei Bambini “Di Cristina”. L’ipotesi di reato è omicidio colposo in relazione alla mancata vaccinazione contro la difterite.

Parallelamente, la Procura per i minorenni ha aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale e la situazione degli altri figli della coppia. Si tratta di due procedimenti diversi: uno penale, diretto ad accertare eventuali responsabilità per il decesso, e uno civile, rivolto alla tutela dei minori.

La bambina non aveva ricevuto la vaccinazione antidifterica. Questo elemento è al centro degli accertamenti, ma non esaurisce le domande alle quali gli inquirenti dovranno rispondere. Devono ancora essere definite la causa medica del decesso, la sequenza delle cure e l’esistenza di un eventuale nesso causale penalmente rilevante.

2) La cronologia dei ricoveri.

Secondo la ricostruzione finora disponibile, il 13 agosto la bambina è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Cervello con febbre, ridotta alimentazione e vomito. Dopo circa due ore è stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con l’indicazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento.

Il 15 agosto i genitori l’hanno riportata al pronto soccorso pediatrico. Le condizioni erano peggiorate: la febbre non rispondeva al trattamento e la bambina rifiutava di alimentarsi, apparendo debole e poco reattiva.

Il giorno successivo, dopo l’insorgenza di insufficienza respiratoria, è stata intubata e trasferita nella terapia intensiva pediatrica del “Di Cristina”. Il quadro clinico ha poi richiesto ulteriori trattamenti di supporto, compreso il ricorso alla circolazione extracorporea. Nonostante gli interventi eseguiti, la bambina è morta nella notte del 20 agosto.

Le informazioni diffuse dall’Azienda ospedaliera e riprese dal servizio pubblico radiotelevisivo riferiscono che la diagnosi di difterite è stata formulata il 16 agosto e che subito dopo è stato attivato il protocollo per limitare la trasmissione dell’infezione.

3) L’autopsia dovrà chiarire la causa della morte.

La Regione Siciliana, nella sua comunicazione ufficiale del 20 agosto, ha parlato di sospetta difterite. Le prime analisi hanno orientato i sanitari verso questa diagnosi, mentre gli accertamenti di laboratorio e medico-legali devono completare il quadro.

La Procura ha disposto l’autopsia, programmata per mercoledì 26 agosto. L’esame dovrà contribuire a stabilire con precisione la causa del decesso e la sequenza degli eventi clinici. Sono state inoltre acquisite le cartelle sanitarie relative ai diversi accessi in ospedale.

L’iscrizione dei genitori nel registro degli indagati consente loro di esercitare le garanzie difensive previste per un accertamento irripetibile come l’autopsia, compresa la possibilità di nominare propri consulenti. Al momento non esiste una sentenza e non è stata accertata alcuna responsabilità.

4) Che cosa significa l’ipotesi di omicidio colposo.

L’articolo 589 del Codice penale disciplina l’omicidio colposo. Nel caso in esame, l’ipotesi della Procura è che l’omessa vaccinazione obbligatoria possa avere avuto un ruolo causale nella morte della bambina.

Questa è, allo stato, una tesi investigativa. Per sostenerla nel procedimento penale dovranno essere raccolti e valutati elementi medici e giuridici, compresi gli esiti dell’autopsia, gli accertamenti microbiologici, la documentazione vaccinale e le cartelle cliniche.

La vaccinazione antidifterica rientra tra quelle obbligatorie per i minori secondo la legge 31 luglio 2017, n. 119. L’esistenza dell’obbligo costituisce un dato normativo; l’eventuale responsabilità penale personale, invece, può essere stabilita soltanto al termine degli accertamenti e nel rispetto della presunzione di innocenza.

5) Il cuginetto positivo e le misure sanitarie.

Un cuginetto della bambina, della stessa età, è stato ricoverato all’Ospedale dei Bambini ed è risultato positivo al batterio della difterite. Secondo quanto comunicato dal direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera, il bambino è vaccinato, presenta immunoglobuline antidifteriche a un livello considerato protettivo e sta migliorando clinicamente. Rimane in osservazione e in isolamento, con il controllo delle diverse funzioni organiche.

La positività del bambino è stata confermata il 22 agosto. La notizia e l’aggiornamento sulle sue condizioni sono stati riferiti dalla TGR Sicilia.

Per le persone entrate in contatto con il caso sono state attivate le misure di profilassi previste. Al personale sanitario coinvolto nell’assistenza sono stati somministrati antibiotici e, quando indicato, un richiamo vaccinale. Anche la posizione vaccinale dei familiari e degli altri contatti viene verificata nell’ambito del tracciamento.

6) Che cos’è la difterite.

L’Istituto Superiore di Sanità descrive la difterite come una malattia infettiva acuta causata da batteri capaci di produrre una tossina. Nella forma respiratoria può interessare naso, gola e vie aeree, con la formazione di membrane che rendono difficili la respirazione e la deglutizione. La tossina può inoltre provocare complicazioni a carico del cuore, dei nervi e di altri organi.

La trasmissione avviene soprattutto attraverso le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta. I sintomi possono iniziare con mal di gola, febbre, debolezza e gonfiore dei linfonodi del collo. La diagnosi viene confermata con esami microbiologici, ma in presenza di un caso sospetto il trattamento non deve attendere l’esito definitivo del laboratorio.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il trattamento comprende l’antitossina difterica e gli antibiotici. I contatti stretti vengono sottoposti a profilassi e al controllo dello stato vaccinale. Il calendario vaccinale del Ministero della Salute prevede il ciclo di base contro la difterite nel primo anno di vita, normalmente mediante vaccino esavalente, seguito dai richiami previsti nelle età successive.

7) Gli accertamenti ancora aperti.

Nei prossimi giorni l’attenzione sarà concentrata sull’autopsia e sugli esami di laboratorio. Gli inquirenti dovranno ricostruire l’intero percorso clinico, dal primo accesso al pronto soccorso fino al trasferimento in terapia intensiva, e valutare tutti gli elementi utili a chiarire l’accaduto.

Restano quindi aperte diverse verifiche: la conferma definitiva della causa della morte, il momento in cui l’infezione è stata contratta, il nesso tra il quadro clinico e la mancata vaccinazione, la correttezza delle procedure sanitarie e la situazione degli altri minori interessati dai controlli.

Fino alla conclusione di questi accertamenti, i dati disponibili consentono di riferire l’esistenza dell’indagine, l’ipotesi formulata dalla Procura e le misure adottate dalle autorità sanitarie. Non consentono di anticipare l’esito del procedimento né di attribuire responsabilità già accertate.

8) Passa all’azione.

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Vaccini pediatrici: Trump cambia rotta, Italia ferma

1) Negli Stati Uniti cambia il paradigma vaccinale.

Con un nuovo ordine esecutivo, Donald Trump ha chiesto all’amministrazione federale americana di proseguire la revisione del calendario delle vaccinazioni pediatriche. Il cuore politico della decisione è chiaro: ridurre il numero dei vaccini raccomandati universalmente, distribuire maggiormente le somministrazioni nel tempo e ampliare lo spazio decisionale dei genitori.

Il calendario federale era già stato ridimensionato nel gennaio 2026: le malattie per le quali la vaccinazione era raccomandata a tutti i bambini erano passate da 17 a 11. Il nuovo intervento presidenziale rilancia e approfondisce quella scelta, chiedendo al Dipartimento della Salute di valutare tempi, sequenze e modalità delle somministrazioni.

Non si tratta dunque di una semplice modifica tecnica. È una rottura politica con l’idea, dominante negli ultimi anni, che ampliare continuamente il calendario vaccinale sia sempre e comunque la strada migliore.

2) Il vaccino MMR dovrà essere separato.

Il passaggio più discusso riguarda il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia, noto negli Stati Uniti come MMR e in Italia come MPR. Trump vuole che le tre componenti possano essere somministrate separatamente e, quando possibile, nel corso di visite mediche differenti.

Qui serve una precisazione per non trasformare una notizia vera in un titolo fuorviante: l’ordine non mette immediatamente a disposizione tre vaccini singoli. Negli Stati Uniti, al momento, questi prodotti separati non sono disponibili. L’amministrazione dovrà presentare un piano per renderli accessibili e per rivedere la sequenza complessiva delle vaccinazioni pediatriche.

La differenza è importante. Trump ha indicato una direzione politica e amministrativa; la sua concreta attuazione richiederà passaggi regolatori, valutazioni delle autorità sanitarie e prodotti effettivamente presenti sul mercato.

3) Due letture opposte della stessa decisione.

La base Maga e molti gruppi critici verso le politiche vaccinali hanno accolto la decisione come una vittoria. Vedono nell’ordine un riconoscimento tardivo di domande rimaste troppo spesso senza ascolto: quanti vaccini sono davvero necessari per tutti? È opportuno somministrarne diversi nella stessa seduta? Il calendario tiene sufficientemente conto delle condizioni del singolo bambino? I genitori ricevono informazioni complete e comprensibili?

Una parte consistente del mondo medico e scientifico statunitense, invece, considera la scelta pericolosa. Le associazioni pediatriche ricordano che i vaccini combinati riducono il numero delle iniezioni e delle visite, facilitano il completamento del ciclo nei tempi previsti e sono stati studiati su popolazioni molto ampie. Temono inoltre che moltiplicare gli appuntamenti possa lasciare più bambini scoperti per periodi più lunghi.

Anche la tesi di un rapporto causale tra vaccini e autismo, richiamata più volte da Trump nel dibattito pubblico, è respinta dalla letteratura scientifica prevalente. Per leggere correttamente la vicenda non è necessario ignorare questo dato, né accettare che esso chiuda ogni discussione possibile su numero, tempi, combinazioni, farmacovigilanza e libertà di scelta.

Il punto serio è proprio questo: una domanda non diventa illegittima soltanto perché viene posta da una parte politica sgradita, ma una risposta non diventa scientificamente vera soltanto perché la firma un presidente.

4) Non esiste un unico calendario valido per tutto il mondo.

La revisione americana nasce anche dal confronto con altri Paesi sviluppati. La Danimarca, per esempio, adotta da tempo un calendario pediatrico più ristretto di quello statunitense. I calendari nazionali differiscono perché cambiano la diffusione delle malattie, l’organizzazione sanitaria, le priorità, le risorse e le valutazioni sul rapporto tra benefici e rischi.

Questo confronto ha incrinato l’idea secondo cui il progresso debba coincidere automaticamente con un numero sempre maggiore di vaccinazioni universali. Negli Stati Uniti la revisione è diventata politica ufficiale; altrove esistono da anni calendari più selettivi o raccomandazioni rivolte soltanto alle persone maggiormente esposte.

Sarebbe tuttavia inesatto parlare di una ritirata mondiale uniforme. In Europa convivono modelli molto diversi: alcuni Paesi puntano soprattutto sulla raccomandazione e sulla fiducia, mentre altri mantengono o ampliano gli obblighi. La Francia, per esempio, ha introdotto nuove vaccinazioni obbligatorie per i bambini anche in tempi recenti. Il cambiamento reale, quindi, non è univoco: sta crescendo lo spazio per confrontare modelli diversi, ma la spinta ad aumentare le coperture resta forte in molte istituzioni.

5) In Italia restano dieci vaccinazioni obbligatorie.

In Italia il quadro fondamentale è ancora quello della legge del 2017. Per i minori da zero a sedici anni sono previste dieci vaccinazioni obbligatorie, con conseguenze specifiche per l’accesso ai servizi educativi dell’infanzia e sanzioni nei casi stabiliti dalla normativa.

Il Ministero della Salute continua a presentare questo impianto come parte centrale della prevenzione nazionale. Mentre negli Stati Uniti la Casa Bianca ha trasformato la revisione del calendario in una priorità politica, in Italia non si vede ancora un ripensamento altrettanto netto del sistema costruito durante la stagione dell’emergenza vaccinale.

È questo il ritardo più evidente. Non si tratta di decretare per legge che i vaccini siano tutti inutili o tutti dannosi, affermazione che non sarebbe seria. Si tratta di restituire centralità al consenso informato, alla valutazione individuale, alla trasparenza sui dati e alla possibilità di discutere gli obblighi senza essere espulsi dal dibattito pubblico.

Una democrazia matura dovrebbe riuscire a distinguere tra raccomandazione sanitaria e coercizione giuridica. Dovrebbe inoltre rivalutare periodicamente ogni obbligo, verificando se sia ancora necessario, proporzionato e sostenuto da evidenze aggiornate.

6) La scelta americana impone una discussione anche a noi.

La decisione di Trump non dimostra da sola che un calendario più corto sia migliore. Dimostra però che persino uno dei Paesi che più hanno promosso l’espansione delle vaccinazioni pediatriche considera oggi legittimo riesaminare il proprio modello.

La valutazione comparativa pubblicata dal Dipartimento della Salute statunitense ha messo a confronto gli Stati Uniti con altri Paesi sviluppati. Il nuovo calendario federale distingue ora tra vaccini raccomandati a tutti, vaccini destinati ai gruppi a rischio e scelte da assumere insieme al medico.

È un’impostazione che merita attenzione anche in Italia. Il nostro Paese dovrebbe aprire un confronto pubblico, trasparente e non ideologico su alcuni punti essenziali: la permanenza dei dieci obblighi, l’effettiva necessità di ogni somministrazione universale, la personalizzazione dei calendari, il monitoraggio degli eventi avversi e la qualità del consenso informato.

Il cambiamento internazionale non autorizza facili trionfalismi. Offre però un’occasione: passare dalla contrapposizione tra fedeli e nemici della scienza a una verifica continua delle politiche sanitarie. La scienza autentica non teme le domande, mentre la politica democratica non dovrebbe usare la medicina come scorciatoia per comprimere diritti e responsabilità personali.

Per le decisioni che riguardano la salute tua o dei tuoi figli, confrontati con un professionista sanitario di fiducia e valuta la situazione individuale. Informarsi significa cercare dati, comprendere benefici e rischi e non delegare il proprio giudizio né a uno slogan politico né a un titolo di giornale.

7) Passa all’azione.

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Moderna annuncia i «vaccini contro il cancro».

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Io passo anche stavolta, credo proprio.

Non è che questi vaccini funzionino facendoti morire di infarto o miocardite prima di sviluppare un tumore?

In ogni caso è ben difficile tornare a fidarsi di soggetti del genere.


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Ultimo post – il blog ha traslocato

Buongiorno.

Il blog ha traslocato al nuovo indirizzo https://www.noinonvaccinati.com

Ti consiglio di collegarti e di iscriverti immediatamente al nuovo blog, non siamo ancora riusciti a trasferire gli iscritti dal vecchio al nuovo.

Collegati anche al canale YouTube che trovi qui e iscriviti per ricevere ogni nuovo video.

Da oggi questo blog viene chiuso e non pubblicherà più contenuti.

Ci vediamo di là.

Un abbraccio.

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Parte il blog naturopatiz

Il nuovo blog naturopatiz.

Oggi è partito, finalmente, il blog «naturopatiz», dove parlo di nutrizione, salute, benessere, fitness.

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Prova a dare un’occhiata al post di oggi, ad esempio, in cui simpaticamente me la prendo con i vegalesi che dispensano consigli alimentari disfunzionali sotto più punti di vista.

Perché un blog di cure naturali?

La cura di corpo e spirito è fondamentale per affrontare questo periodo sempre più duro per noi non vaccinati.

Ti invito pertanto ad iscriverti appena possibile al nuovo blog, in modo da non perdere i futuri aggiornamenti con consigli fondamentali per alimentazione, integrazione, pratiche di cura e così via.

Puoi iscriverti direttamente dalla home page del nuovo blog, vai qui.

Vuoi collaborare?

Nota bene: se sei un naturopata, un personal trainer o un’altra figura professionale che si occupa di cura della persona, o anche un semplice appassionato, e hai qualcosa di utile da dire, se credi puoi scrivere anche tu per il blog, contattami in privato, ne parliamo.

Non perderti terre dell’anima.

L’altro blog al quale è fondamentale che tu ti iscriva, sempre per avere le informazioni migliori per poter affrontare questo periodo difficile, è terre dell’anima, il mio blog in materia di counseling, cura dell’anima, meditazione e altre pratiche di crescita personale e psicologia positiva.

Vai qui.

È tutto per oggi. 

Evviva noi!

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Disabilitato il gruppo fb «noi non vaccinati».

Questa mattina facebook ha disabilitato il gruppo «noi non vaccinati», una comunità pacifica da me fondata in cui oltre 27.000 persone che hanno scelto, legittimamente, di non vaccinarsi cercavano, col mio aiuto, di trovare strategie di vita, sia legali che pratiche, per affrontare la situazione attuale.

Ho chiesto la revisione, ma ovviamente non c’è da confidarci molto.

Inizialmente il gruppo era disabilitato, ma comunque accessibile in modalità lettura. Al momento, non è nemmeno più leggibile, sembra essere stato completamente cancellato, tanto che molte persone mi scrivono pensando di essere state bannate.

Fortunatamente, sapendo che facebook può fare cose vergognose del genere, avevo chiesto sin dall’inizio alle persone di iscriversi al mio blog giuridico, avvocati dal volto umano, che tuttavia al momento non può più essere utilizzato per questo scopo, dovendo rimanere un blog di domande e risposte generali e divulgative in campo legale.

Per questo motivo, ho aperto questo blog specifico e con gli stessi argomenti del gruppo cancellato.

Spero presto di riuscire a creare uno spazio tipo forum in cui le persone possano partecipare e scrivere propri post.

Al momento, c’è il gruppo telegram, che, per fortuna, avevo creato prima della chiusura del gruppo facebook, ed al quale puoi iscriverti cliccando qui.

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Cosa puoi fare ora?

Può essere molto importante, per noi non vaccinati, che tu faccia quanto segue.

1. Iscriviti a questo blog

Fai un primo, importantissimo passo: iscriviti a questo blog, in modo da ricevere la comunicazione di ogni nuovo post e da non perdere il contatto con me e con tutte le iniziative contro la pandefuffa.

Inserisci il tuo indirizzo mail di seguito, poi clicca o tappa su Ok.

Attenzione: ti arriverà una mail in cui dovrai dare la conferma. Se non darai la conferma, l’iscrizione non sarà completata.

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2. Dai un’occhiata alle mie altre risorse.

Questo non è il mio unico blog, non è il mio unico spazio telematico in cui opero. Ovviamente ho account social, dai più comuni a quelli «da scrittore» su Amazon e goodreads. Inoltre ho un paio di podcast e aggiorno ogni tanto un canale youtube.

Dai un’occhiata a tutte le risorse disponibili, sicuramente ce ne sono alcune di interesse per te, clicca sul link seguente: https://vienimidietro.wordpress.com

3. Condividi questo post

Una volta che ti sarai iscritto, se credi nel lavoro che faccio e nel modo, diverso da quello di tutti gli altri avvocati che se ne occupano, in cui lo faccio, condividi questo post, in modo che più persone possibile possano leggerlo e iscriversi a questo blog.

Non ho nessun modo per poter comunicare con i miei oltre 27.000 iscritti: facebook ha spezzato questo collegamento per sempre.

Aiutami a raggiungerli di nuovo, a far loro sapere che esiste uno spazio dove sto cercando di ricostruire tutto, coinvolgendo magari sempre gente nuova.

4. Lascia un commento

Se hai un suggerimento, un consiglio o semplicemente qualcosa da dire a riguardo, lascia il tuo commento qui sotto. Lo leggerò con piacere. Metti «like» al post, sarà utile per farlo conoscere sempre di più.

Sono molto felice di averti ritrovato ??.

Grazie e sempre evviva noi.