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Se il datore chiede il green pass anche dopo il 30/4?

Cosa si può/ si deve fare, nel caso in cui un datore di lavoro continui a richiedere il green pass ai dipendenti anche dopo il 30/04 per poter accedere ai luoghi di lavoro?

Devi fare una diffida per iscritto, tramite raccomandata a/r o pec (posta elettronica certificata, personalmente o, preferibilmente, tramite un avvocato, in cui appunto si ricorda la legislazione vigente e l’obbligo del datore di far entrare il lavoratore anche senza green pass.

Ciò sempre che ovviamente la pretesa sia fondata e non si tratti di settori per cui ci sono normative particolari, come ad esempio le residenze assistenziali.

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Multa per chi va al ristorante senza green pass

Se mi trovo in un locale tipo ristorante, pub o bar, sprovvisto di green pass e viene effettuato un controllo da parte delle forze dell’ordine, cosa rischio?
Una sanzione eventualmente impugnabile? Con Con che possibilità di vincere il ricorso?

Che strategia devo adottare durante il controllo?

La sanzione è di 600€, sia per te che per il locale che ha omesso il controllo.

Il ricorso si può fare, ma l’unica possibilità è chiedere al giudice di pace di mandare gli atti alla Corte costituzionale, salvo che non ci siano vizi specifici della multa, come ad esempio mancanza di sottoscrizione, errore nella data e altre cose formali, perché per il resto è tutto «regolarmente» previsto dalla legge.

Durante l’atto di accertamento quello che fai o non fai non fa alcuna differenza, non importa dichiarare nulla, puoi firmare tranquillamente.

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Subagente assicurativo: è tenuto al green pass?

Sono un subagente assicurativo, non dioendente di alcuna agenzia generale, con partita iva. Le agenzie generali dove vado possono chiedermi green pass?

Sì, è l’unico caso in cui un lavoratore autonomo deve essere munito di green pass per entrare in un’altra azienda.

Lo prevede il comma 2 dell’art. 3 del decreto 127/2021 che puoi consultare sul portale dello stato italiano «normattiva».

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Super green pass per un concorso pubblico?

Le scrivo perché vorrei ascoltare il suo parere in merito all’obbligo di Green pass rafforzato per partecipare ad un concorso pubblico. Il concorso in questione è iniziato ben 2 anni fa, tra sospensioni e rinvii per emergenza sanitaria. Io ho superato le 2 prove scritte e adesso mi attende l’ultima prova orale che inizierà il 17 gennaio 2022. Dovrebbe svolgersi in presenza, anche se nel bando si riservano la possibilità di svolgerlo in modalità telematica in caso di necessità. Tra i requisiti per partecipare viene richiesto il green pass base, ma questa informazione risale a qualche giorno fa. Alla luce dell’inasprimento delle regole che partirà il 10 gennaio, secondo lei è legalmente possibile che modifichino il bando inserendo greenpass rafforzato? Sarebbe una catastrofe per molti concorsisti che, anche volendo vaccinarsi, ormai non sarebbero più nei tempi per ottenere il supergreenpass in data utile per svolgere la prova concorsuale. Quindi tutte queste persone saranno escluse dal poter partecipare? Grazie in anticipo, buona giornata

Purtroppo, nella pratica giuridica non ha alcun senso ragionare su ipotesi.

Non ho, infatti, alcun modo di sapere che cosa deciderà il governo e, soprattutto, in che forma.

Tutto quello che si può dire ad oggi è, in generale, che probabilmente, per evitare facili impugnazioni, di cui il settore dei concorsi pubblici è pieno, gli organizzatori del concorso potrebbero optare per lo svolgimento con modalità telematica.

Se ciò non accadesse, e se venisse addirittura richiesto il green pass rafforzato, è una cosa che si potrà vedere solo in seguito, relativamente alla quale si potranno valutare eventuali forme di impugnazione, anche considerando che il concorso è iniziato prima dell’entrata in vigore di tali eventuali disposizioni successive.

Manca, infine, un pezzo importante di informazione: concorso pubblico per cosa? Potrebbe, infatti, essere rilevante: se fosse, ad esempio, per l’assunzione in sanità, scuola o forze dell’ordine un eventuale ricorso per eventuale richiesta di super green pass potrebbe essere meno rilevante, dal momento che per quelle categorie è già previsto l’obbligo vaccinale, ad esempio.

Risentiamoci eventualmente quando ci saranno novità concrete.

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La multa dei 100 euro va pagata immediatamente.

ho 63 anni come posso contrastare obbligo vaccinale appena mi arriverà avviso ?

A differenza di quello che scrivono tanti cretini su internet, quando arriva la celebre multa dei 100 euro bisogna pagarla immediatamente.

Personalmente, farò così io stesso.

Tutte le sere, anzi, stiro una banconota verde da 100 euro, così faccio più bella figura. Poi stirare i soldi mi piace, mi è sempre piaciuto.

Seriamente, l’avviso della multa, per espressa previsione legislativa, è titolo esecutivo.

Questo significa che, se non paghi, ti pignorano il conto in banca o ti mettono il fermo amministrativo sulla macchina o sul veicolo che usi per lavorare.

Quindi devi pagare subito, all’esatto opposto di quelli che consigliano molti avvocati su internet, avvocati che evidentemente sono caduti dal seggiolone da piccoli, e probabilmente qualche volta anche da grandi.

Quello che puoi fare, dopo aver pagato, è fare ricorso al giudice di pace.

Il ricorso, ovviamente, non lo fai peri 100 euro della multa, anche perché ti costa dieci volte di più, approssimativamente.

Lo fai per avere una possibilità di mandare questa legislazione vergognosa alla Corte costituzionale.

Qui non sono possibili, né utili, cause collettive: bisogna che quante più persone hanno ricevuto la multa facciano ricorso.

Lo sai vero dove sono adesso i magistrati favorevoli alla libera scelta?

Quasi tutti a casa sospesi.

Ce ne sono alcuni che sono ancora in servizio perché hanno preso il covid e sono guariti.

Nessuno di noi può scegliere il magistrato che si occuperà di un caso quando presenta un ricorso, viene assegnato dall’ufficio a sua discrezione.

Ecco perché è importante, anzi fondamentale, fare quanti più ricorsi possibile: perché se ad un determinato ufficio del giudice di pace ci sono 40 magistrati e uno solo di essi sarebbe disponibile a sentire le nostre ragioni, quelle dei non vaccinati, e mandare tutto alla Corte costituzionale, per arrivare a quell’unico giudice dobbiamo presentare tutti i ricorsi che possiamo presentare.

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Encefalomielite mialgica: posso avere esenzione?

sono affetta da encefalomielite mialgica. Posso chiedere l esenzione?

Puoi sicuramente tentare, ma non esiste, non potrebbe mai esistere, un «catalogo» di patologie che consentono di ottenere sicuramente o meno l’esenzione, anche perché poi dipende da gravità, concomitanza, età, sesso, altri fattori di rischio e, insomma, tutti gli elementi più in generale attinenti alla condizione della persona.

È una valutazione sanitaria che spetta al soggetto cui viene assegnata la competenza dalla legge che, per alcuni soggetti, è solo il medico di medicina generale, mentre per altri è, oltre al MMG, anche il medico vaccinatore.

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Altre vaccate ne abbiamo?

vorrei sapere come è meglio comportarsi in caso di necessità di recarsi in banca ma non volendo esibire il GP. È corretto richiedere che venga mostrata autorizzazione al trattamento dati sanitari da parte del Ministero della Salute? Possiamo videoregistrare la conversazione e denunciare chi ci impedisce la fruizione del servizio?

No, queste sono tutte puttanate diffuse da avvocati che sono caduti dal seggiolone da piccoli, che non sono solo inutili, ma possono facilmente rivelarsi anche dannose.

La prima battaglia, oggi, per chi è a favore della libera scelta è quella contro le vaccate, perché il settore, specialmente in campo giuridico legale, pullula di informazioni sbagliate.

Le uniche possibilità per chi ha bisogno della banca oggigiorno sono attivare un home banking o delegare una persona munita di green pass o fare un tampone.

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Green pass rafforzato per i colloqui a scuola?

la dirigente scolastica vuole super green pass per i colloqui all’asilo nonostante da quello che leggo basti il base da tampone. Può un dirigente applicare norme più stringenti o vado con i carabinieri al colloquio?

Sul titolo richiesto per l’ingresso ai colloqui onestamente non sono aggiornato, dovrei approfondire e al momento non ho modo di farlo.

Tra l’altro purtroppo si stanno diffondendo interpretazioni legate anche all’età del soggetto, per cui se hai più di 50 anni ti chiedono il super e viceversa.

Andare «con i carabinieri», anche ammesso che tu possa trovare un militare disposto ad accompagnarti, non mi sembra una buona idea.

Piuttosto è preferibile far inviare una diffida da un avvocato in cui ribadisci che il titolo di ingresso è il certificato verde semplice.

Comunque un dirigente non può a mio giudizio inventarsi norme più restrittive di quelle previste dalla normativa vigente, anche ai sensi dell’art. 14 delle preleggi.

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Ma che caf dici?

A mio giudizio, in scienza e coscienza, gli uffici dei Centri di Assistenza Fiscali non possono assolutamente richiedere la certificazione verde per l’ingresso e, coloro che lo facessero, commetterebbero un abuso.

La disposizione di riferimento è il comma 1-bis dell’art. 9 bis del decreto legge 22 aprile n. 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, nel testo introdotto dall’art. 3, comma 1, del decreto legge 1 del 2022.

267349525 310756397727428 8983678912574459906 n

Secondo tale disposizione:

«1-bis. Fino al 31 marzo 2022, e’  consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi  COVID-19, di cui all’articolo 9, comma  2,  l’accesso ai seguenti servizi e attivita’, nell’ambito del territorio nazionale: 

          a) servizi alla persona; 

          b) pubblici uffici, servizi postali, bancari e  finanziari,

attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze  essenziali  e  primarie  della  persona, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri…»

Il centro di assistenza fiscale non è né un ufficio pubblico, né un esercizio commerciale e quindi non rientra nell’ambito di applicazione della normativa in esame.

I Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale e l’istituto dell’assistenza fiscale sono stati introdotti nel nostro ordinamento dall’articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413

Dal punto di vista della loro natura giuridica, essi sono società a responsabilità limitate, dunque non sono affatto soggetti pubblici, ma privati, avendo assunto la forma tipica delle organizzazioni tra privati.

Essi, peraltro, non sono esercizi commerciali di rivendita, ma svolgono una funziona di assistenza fiscale di rilievo sociale che tuttavia non è tale da mutarne la natura giuridica.

Queste considerazioni sono già da sole assorbenti la materia. 

Per completezza, va ricordato che l’art. 14 delle preleggi recita quanto segue: 

«14 Preleggi – Applicazione delle leggi penali ed eccezionali. Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.» 

Sulla natura eccezionale della decretazione d’urgenza emessa dal governo negli ultimi due anni per l’emergenza sanitaria, sia per ciò che concerne gli scopi della normazione sia per ciò che ne riguarda gli effetti, che in molti casi hanno comportato la grave compressione di diritti fondamentali, come – nel caso in esame – quello degli individui di entrare, banalmente, in un negozio, e, di conseguenza, il diritto di iniziativa economica, credo che davvero nessuno possa nutrire alcun dubbio.

Trattandosi di normazione, dunque, avente natura eccezionale, la stessa deve essere interpretata, così come previsto dalla norma fondamentale contenuta all’articolo 14 delle preleggi, in modo rigoroso, tassativo e restrittivo, non potendosi ricomprendere al suo interno ipotesi non specificamene considerate.

Se il legislatore, dunque, avesse voluto includere anche i CAF tra gli uffici per l’ingresso nei quali sarebbe stato necessaria la certificazione verde, avrebbe dovuto dirlo espressamente, non rientrando gli stessi in alcun modo né nella categoria degli uffici pubblici, essendo società di capitali di natura privata, né in quello degli esercizi commerciali, non essendo affatto negozi in cui si pratichi commerci di alcun tipo.

In tale quadro giuridico, il rifiuto da parte degli addetti ad un ufficio CAF di consentire l’ingresso di una persona sprovvista di green pass è sicuramente illegittimo e potrebbe anche concretizzare un illecito di natura penale, dal momento che i centri sono stati istituti per legge per rendere un pubblico servizio, anche se tramite uno strumento di natura privatistica.

Messaggi da portare a casa.

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Obbligo vaccino over 50: come evitarlo?

Vorrei sapere come fare a difendersi dall’imminente obbligo over 50. C’è modo di ottenere esenzioni e come?

L’esenzione può essere concessa dal medico di base, MMG, oppure dal medico vaccinatore.

Di solito, ci sono molte più chances con il medico di base.

È importante a mio giudizio non rivolgersi al medico vaccinatore «a freddo», ma con la relazione di uno o più medici specialisti che valutano la compatibilità delle proprie condizioni con la somministrazione dei preparati anti covid 19.

Ti consiglio anche di farti seguire da un legale competente sin dalle prime fasi; anche se questo legale non necessariamente spedirà immediatamente lettere o diffide è importante per avere una guida passo passo.

Ottenere l’esenzione o il differimento non è facile, ma il rilascio degli stessi da parte della categoria dei medici di famiglia sta procedendo in maniera completamente scriteriata: ci sono persone con patologie lievi che l’hanno ottenuta e altre persone con situazioni molto più gravi che non riescono ad ottenerla.

In questo contesto, salvo il caso di coloro che sono sani al 100%, vale secondo me sempre la pena di provare.

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