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Buon Ferragosto: libertà, comunità e pensiero critico

1) Buon Ferragosto, nel rispetto delle scelte di ciascuno.

Buon Ferragosto a te che segui Noi non vaccinati. Ti auguro una giornata libera, serena e condivisa con le persone che hai scelto, qualunque sia il luogo in cui ti trovi e qualunque forma abbiano preso le tue ferie.

Io sono via e tornerò a Vignola il 25 agosto, ma resto pienamente operativo. La fotografia scattata durante il viaggio in camper esprime bene una libertà concreta: potersi spostare e riposare senza rendersi irreperibili quando qualcuno ha davvero bisogno.

viaggio in camper a ferragosto

2) Di che cosa si occupa Noi non vaccinati.

Il blog nasce come spazio di informazione e confronto su libertà individuali, diritti, sanità, discriminazioni e conseguenze sociali e giuridiche delle scelte compiute negli anni dell’emergenza. Conserva una memoria che non deve essere cancellata soltanto perché l’attenzione pubblica si è spostata altrove.

Dietro ogni articolo ci sono ricerca, lettura di norme e provvedimenti, verifica delle fonti, esperienza professionale e disponibilità a mettere in discussione le narrazioni dominanti. Il lavoro più importante è mantenere aperto il dubbio senza trasformarlo in un’altra forma di dogmatismo.

3) In che modo posso aiutarti.

Posso aiutarti a comprendere una situazione giuridica, valutare documenti, sanzioni o provvedimenti, impostare una strategia e distinguere ciò che è dimostrabile da ciò che è soltanto percepito. Posso anche offrirti uno spazio di ascolto quando l’esperienza vissuta ha lasciato rabbia, isolamento o sfiducia.

Questo blog, inoltre, può aiutarti a ritrovare una comunità di lettori con cui discutere nel merito, senza pretendere uniformità assoluta di opinioni.

4) Anche in viaggio resto operativo.

Nel post pubblicato oggi su Avvocati dal volto umano, Aperto per ferie: dal camper continuo a riceverti, ho spiegato come posso continuare a lavorare dal camper grazie a connessioni e strumenti di riserva.

Rientrerò a Vignola il 25 agosto. Fino ad allora posso svolgere appuntamenti a distanza e valutare le necessità che non possono attendere il rientro. Essere liberi significa anche organizzarsi per non dipendere inutilmente da un solo luogo.

5) Il programma di oggi: una bella grigliata.

Oggi farò una bella grigliata. Nella fotografia carne e patate stanno cuocendo sulla piastra: niente dibattiti astratti, soltanto la libertà di stare insieme e scegliere che cosa mettere in tavola.

grigliata di ferragosto

La festa può essere anche questo: tornare a gesti ordinari, condividere il cibo e parlare guardandosi in faccia.

6) Gli auguri arrivano anche da Yuudai.

Buon Ferragosto anche da parte di Yuudai. Nella foto è seduto al fresco, allegro e soddisfatto. Non sappiamo quale sia la sua posizione sui grandi temi del nostro tempo, ma sulla grigliata sembra avere idee molto chiare.

yuudai auguri di ferragosto

7) Segui anche gli altri blog.

Noi non vaccinati è uno dei diversi spazi che curo. Puoi visitare anche:

8) I miei profili social personali.

Se vuoi seguirmi anche fuori dal blog, mi trovi qui:

9) Racconta il tuo Ferragosto.

Lascia un commento e dimmi dove sei: in ferie, al lavoro, in camper, in albergo, a casa o altrove? Che cosa fai oggi e che cosa mangerai? Questo spazio vive anche delle esperienze diverse dei lettori, purché raccontate con libertà e rispetto.

10) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

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Nati per servire.

Quella del servo non è una condizione cui ci si adatti per necessità o bisogno, ma una vera e propria vocazione, un modo di vivere seguito, di fatto, da persone che non potrebbero essere diverse da così.

Per rendersi conto del pieno fondamento di tale assunto, basta guardare, nemmeno per l’intero, un qualsiasi telegiornale o leggere qualche quotidiano oppure, infine, vedere cosa scrivono, nei propri account social, gli stessi giornalisti che compilano quei contenuti.

Va notato che il servo ama molto parlare di ciò di cui né dispone né potrà mai avere, cioè di diritti, di libertà, di garanzie
costituzionali, ma il vero momento in cui gode, per il massimo che può godere una persona della sua condizione, é quando una persona davvero libera subisce un abuso e viene toccata dal male: una persona che perde il lavoro per via delle sue opinioni politiche o delle sue scelte sanitarie ad esempio.

In quei casi, il servo riversa tutta la sua filosofia perversa sugli altri, per convincerli che vivere come lui, con la schiena
costantemente piegata, é in fondo preferibile, perché si evitano tutte le avversità che attingono gli uomini liberi.

Il servo ti vorrebbe poi anche convincere che lui è eticamente superiore agli altri…

Il fatto é che c’è chi nasce per essere servo e chi per essere libero e, stranamente nel caso del servo, nessuno dei due farebbe mai a cambio.

E tu, per che cosa sei nato?

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La sinistra non è ancora pronta per la democrazia.

La cosa divertente è che oggi in Italia quel minimo di libertà che c’è la garantiscono i postfascisti al governo.

Se, viceversa, governasse la sinistra – che, da partito dei lavoratori e dei diritti quale si vanta di essere, non fa altro che invocare dimissioni e licenziamenti per chiunque abbia un pensiero discrepante rispetto al suo – ci sarebbe la stessa situazione che c’era due anni fa, quando molte persone sono state gravemente discriminate ed hanno perso il lavoro solo per una loro libera scelta in materia sanitaria.

Dopo averci arroventato le orecchie per decenni col pericolo del fascismo e del suo ritorno e con la deriva autoritaria che in ipotesi ne sarebbe derivata, la sinistra antifascista si è rivelata molto più fascista del fascismo stesso, così come puntualmente notato da Flaiano, e la realtà si é incaricata di dimostrarlo puntualmente.

Sotto il postfascismo meloniano vivono tutti tranquillamente e serenamente, senza discriminazioni, tanto che alla sinistra non rimane che prendersela con chi critica, del tutto legittimamente, una sentenza o scrive un libro dove espone quello che pensa.

La realtà è che i fascisti sono arrivati ad essere pronti per la democrazia molto prima degli antifascisti e dei sinistri, che non perdono l’occasione per dimostrare di non sapere cosa siano rispetto per gli altri, riguardo per le opinioni altrui, serenità di fronte a chi semplicemente ha un punto di vista diverso e che, quindi, evidentemente per quella democrazia non sono ancora pronti e devono seguire e imparare ancora molte lezioni di tolleranza e rispetto.

Questi non sono discorsi astratti, come astratta non è la politica, non ti dimenticare mai di quello che é successo appena due anni fa con la pandefuffa, dove con il pretesto di una epidemia sono stati calpestati i diritti di tutti, in alcuni casi in modo peggiore di quanto avvenuto durante il periodo storico del fascismo di Mussolini.

Rock n’ roll.