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Green pass rafforzato per i colloqui a scuola?

la dirigente scolastica vuole super green pass per i colloqui all’asilo nonostante da quello che leggo basti il base da tampone. Può un dirigente applicare norme più stringenti o vado con i carabinieri al colloquio?

Sul titolo richiesto per l’ingresso ai colloqui onestamente non sono aggiornato, dovrei approfondire e al momento non ho modo di farlo.

Tra l’altro purtroppo si stanno diffondendo interpretazioni legate anche all’età del soggetto, per cui se hai più di 50 anni ti chiedono il super e viceversa.

Andare «con i carabinieri», anche ammesso che tu possa trovare un militare disposto ad accompagnarti, non mi sembra una buona idea.

Piuttosto è preferibile far inviare una diffida da un avvocato in cui ribadisci che il titolo di ingresso è il certificato verde semplice.

Comunque un dirigente non può a mio giudizio inventarsi norme più restrittive di quelle previste dalla normativa vigente, anche ai sensi dell’art. 14 delle preleggi.

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Ma che caf dici?

A mio giudizio, in scienza e coscienza, gli uffici dei Centri di Assistenza Fiscali non possono assolutamente richiedere la certificazione verde per l’ingresso e, coloro che lo facessero, commetterebbero un abuso.

La disposizione di riferimento è il comma 1-bis dell’art. 9 bis del decreto legge 22 aprile n. 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, nel testo introdotto dall’art. 3, comma 1, del decreto legge 1 del 2022.

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Secondo tale disposizione:

«1-bis. Fino al 31 marzo 2022, e’  consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi  COVID-19, di cui all’articolo 9, comma  2,  l’accesso ai seguenti servizi e attivita’, nell’ambito del territorio nazionale: 

          a) servizi alla persona; 

          b) pubblici uffici, servizi postali, bancari e  finanziari,

attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze  essenziali  e  primarie  della  persona, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri…»

Il centro di assistenza fiscale non è né un ufficio pubblico, né un esercizio commerciale e quindi non rientra nell’ambito di applicazione della normativa in esame.

I Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale e l’istituto dell’assistenza fiscale sono stati introdotti nel nostro ordinamento dall’articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413

Dal punto di vista della loro natura giuridica, essi sono società a responsabilità limitate, dunque non sono affatto soggetti pubblici, ma privati, avendo assunto la forma tipica delle organizzazioni tra privati.

Essi, peraltro, non sono esercizi commerciali di rivendita, ma svolgono una funziona di assistenza fiscale di rilievo sociale che tuttavia non è tale da mutarne la natura giuridica.

Queste considerazioni sono già da sole assorbenti la materia. 

Per completezza, va ricordato che l’art. 14 delle preleggi recita quanto segue: 

«14 Preleggi – Applicazione delle leggi penali ed eccezionali. Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.» 

Sulla natura eccezionale della decretazione d’urgenza emessa dal governo negli ultimi due anni per l’emergenza sanitaria, sia per ciò che concerne gli scopi della normazione sia per ciò che ne riguarda gli effetti, che in molti casi hanno comportato la grave compressione di diritti fondamentali, come – nel caso in esame – quello degli individui di entrare, banalmente, in un negozio, e, di conseguenza, il diritto di iniziativa economica, credo che davvero nessuno possa nutrire alcun dubbio.

Trattandosi di normazione, dunque, avente natura eccezionale, la stessa deve essere interpretata, così come previsto dalla norma fondamentale contenuta all’articolo 14 delle preleggi, in modo rigoroso, tassativo e restrittivo, non potendosi ricomprendere al suo interno ipotesi non specificamene considerate.

Se il legislatore, dunque, avesse voluto includere anche i CAF tra gli uffici per l’ingresso nei quali sarebbe stato necessaria la certificazione verde, avrebbe dovuto dirlo espressamente, non rientrando gli stessi in alcun modo né nella categoria degli uffici pubblici, essendo società di capitali di natura privata, né in quello degli esercizi commerciali, non essendo affatto negozi in cui si pratichi commerci di alcun tipo.

In tale quadro giuridico, il rifiuto da parte degli addetti ad un ufficio CAF di consentire l’ingresso di una persona sprovvista di green pass è sicuramente illegittimo e potrebbe anche concretizzare un illecito di natura penale, dal momento che i centri sono stati istituti per legge per rendere un pubblico servizio, anche se tramite uno strumento di natura privatistica.

Messaggi da portare a casa.

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Fallire.

Chi ha puntato tutto sui vaccini, ha fallito.

Anche in Italia é così, ormai é un’evidenza, ma per molti conta più quello che, nonostante tutto, continuano a dire la televisione e i giornali anche contro la palmare realtà delle cose.

La fuffa, come la nebbia, si sta però finalmente diradando.

«In Israele si sono registrati ieri 37.985 nuovi contagi da Covid, con un tasso di positività del 29,79%, il più alto dall’inizio della pandemia. Le autorità sanitarie israeliane registrano anche un numero record di ricoverati in condizioni gravi, 1.263, anche questo il più alto dall’inizio della pandemia»

https://bit.ly/330UtDS

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Miracolo a Sanremo.

Checco Zalone mi ha fatto piangere, come ogni volta che vedo una persona intelligente dove non me l’aspetto proprio.

https://bit.ly/3AYpjtv

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Geni ne abbiamo?

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Record.

Era necessaria la partecipazione dell’intera classe politica e giornalistica italiana per generare il (di gran lunga) peggior governo dal dopoguerra e i provvedimenti normativi più demenziali e più viziati da incostituzionalità.

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Vaccate ne abbiamo?

Sta circolando un testo che, ovviamente, essendo una grossa vaccata viene copiato e incollato dappertutto, a differenza delle informazioni di qualità che non diventano mai virali perché hanno troppo poco smalto.

Secondo questo testo, nel gesto del direttore delle poste o della banca che non ti fa entrare nel suo ufficio ci sarebbero gravi reati, tra cui l’interruzione di pubblico servizio, ma anche altri – naturalmente gli illeciti, secondo gli ignoti e ignorantissimi compilatori di queste boiate, sono sempre svariati.

La gente ci crede, lo sparge come se fosse vangelo e sicuramente c’è stato e ci sarà anche qualche sprovveduto che sta andando o andrà dai Carabinieri per fare una denuncia perché bisogna «fare qualcosa», sconsiderando tuttavia che quel «qualcosa» deve avere senso e fondamento, altrimenti è inutile e, trattandosi di procedimenti giudiziari, può essere facilmente persino dannoso.

Non c’è davvero nessun reato: te lo giuro sui miei figli.

Vorrei che ci fosse, ma non c’è.

Mi guadagno da vivere bene fornendo informazioni legali affidabili alle persone e alle aziende da venticinque anni, non posso mettermi a raccontare vaccate proprio adesso.

Il mio dovere é esattamente l’opposto: smontare la congerie di fesserie da cui vieni quotidianamente inondato.

Le persone, infatti, vengono da me e mi pagano per avere informazioni utili, non cose che si sbriciolano, non servono a niente o, ancora peggio, possono ritorcersi contro di loro.

Leggi l’art. 51 del codice penale:

«51. (Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere) L’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica Autorita’, esclude la punibilita’».

Il direttore di banca o di posta nel non farti entrare nel suo ufficio sta solo applicando una norma giuridica, perfettamente valida ed efficace, perché contenuta in un decreto legge approvato dal governo e firmato dal presidente della Repubblica.

É il comma 1 bis dell’articolo 9 bis del decreto legge 52/2021, introdotto dal decreto legge 1/2022:

«1-bis. Fino al 31 marzo 2022, e’ consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all’articolo 9, comma 2, l’accesso ai seguenti servizi e attivita’, nell’ambito del territorio nazionale:
a) servizi alla persona;
b) pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attivita’ commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona».

Non sei d’accordo con questa regola?

Neanche io, ma é valida lo stesso.

Soprattutto, fai finalmente pace col cervello: non c’è nessun reato.

Ma una cosa del genere é costituzionale?

Secondo me no, ma quello che dico io, e anche quello che dici tu, serve a poco: finché una norma non è dichiarata incostituzionale dall’unico organo che ne ha la competenza, essa rimane in vigore e deve essere applicata.

That simple, non ci sono razzi su questo.

Le norme non sono piatti del ristorante, che prendi quelli che ti piacciono e lasci gli altri…

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É completamente gratuita, fatta solo per la soddisfazione di dare del cretino a chi se lo merita, come quello che ha scritto questo testo.

Contattami in privato se ti serve assistenza professionale.

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La finestra sul cortile.

Ieri ho portato a riparare la mia amata macchina del caffè.

Non sono potuto entrare nel laboratorio in quanto sprovvisto di greenpass – io prego davvero il Signore, per evidenti motivi, che non ci sia mai al mondo un essere umano che vada a farsi un tampone in farmacia per entrare da quello delle macchine del caffè.

La transazione, dunque, si è svolta in due fasi.

Nella prima, dall’interno del mio van parcheggiato proprio di fronte all’ingresso del laboratorio, ho raggiunto via filo il titolare dello stesso e gli ho spiegato che non sarei potuto entrare.

Nella seconda fase, l’esercente titolare di regolare partita IVA mi ha raggiunto nel cortile, dove ho potuto consegnargli la macchina da riparare, insieme ad un congruo fondo spese di dieci euro per la ricerca del guasto.

Mi sono sentito come credo di sentissero quelli che andavano a comprare il burro in piazza ai tempi del mercato nero durante la guerra.

Mi consola tuttavia l’aver in questo modo evitato, col mio incerto soffermarmi in cortile senza aver ingresso nel laboratorio, la morte e l’invalidità di dozzine di persone.

Cosa sono sacrifici come questo quando in ballo c’è la salute?

E poi dura solo fino al 31 marzo.

Forse.

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Esercizio commerciale.

«Le escort chiedono il green pass»

https://bit.ly/3GexRNX

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Non tutti i sacerdoti si sono arresi.

Sì ?

«I fatti sono avvenuti intorno alle 10, quando don Corsi è entrato alle Poste sprovvisto di pass vaccinale, con tutta l’intenzione di dirigersi verso lo sportello per saldare alcuni bollettini. Gli impiegati della struttura hanno prima cercato di convincere il prete a uscire. Ma lui, irremovibile, ha rifiutato di cedere il posto ai clienti in attesa.»

https://bit.ly/32Ovbsu