Categorie
tweet

Per aspera ad Astrazeneca.

Un altro caso di causalità accertata giudizialmente dai medici legali.

«A uccidere il maresciallo maggiore dei carabinieri Emanuele Calligaris (46 anni) è stato il processo che si è innescato dopo la somministrazione, a marzo del 2021, della dose di vaccino
AstraZeneca.»

https://bit.ly/3ANVhbH

Categorie
tweet

Quando vuoi.

Draghi e il suo governo dei migliori malati mentali non hanno capito che noi cinquantenni a quattordici anni prendevano la vespa 50, ci montavamo il motore della 125 Primavera (ET3) e, non paghi, la truccavamo pure, cambiando cilindro, pistone, carburatore, fresando la ventola e limando il collettore.

Abbiamo fatto una tale scorpacciata di libertà e di sana disobbedienza da giovani, che gli obblighi suoi e dei suoi accoliti ci fanno solo sorridere.

Abbiamo acquisito definitivamente e interiorizzato la competenza del dito medio per tutto quello che non ci pare giusto – e non ce la dimentichiamo solo perché sono passati 35 anni, anzi la conserviamo come il lascito oggi più prezioso della nostra ormai trascorsa giovinezza.

Avete preso di mira la generazione peggiore che avreste potuto prendere: vedrete che non andrà a farsi siringare quasi nessuno.

Vi manderemo volentieri i 100€ con il sincero augurio di spenderli non in medicine – come voi augurate a noi – ma a troie, a vedere se così inizierete finalmente a capire qualcosa.

E se, in qualsiasi momento, vi dovesse nuovamente capitare di aver bisogno di essere mandati a fare in culo, non esitate a contattarci, saremo sempre a disposizione per servirvi.

Adios, cabrones!

? 1️⃣ cerca «noi non vaccinati solignani» con google 2️⃣ collegati e iscriviti al blog ?

Categorie
news giuridiche

Esenzioni: prorogata la validità a fine febbraio.

Il ministero della salute ha fatto l’ennesima proroga.

Puoi scaricare qui la relativa circolare.

20220125 circolare ministero della Salute.pdf

Categorie
tweet

Memoria a scomparsa.

Memoria a scomparsa.

Categorie
avvocato risponde

Obbligo vaccino over 50: come evitarlo?

Vorrei sapere come fare a difendersi dall’imminente obbligo over 50. C’è modo di ottenere esenzioni e come?

L’esenzione può essere concessa dal medico di base, MMG, oppure dal medico vaccinatore.

Di solito, ci sono molte più chances con il medico di base.

È importante a mio giudizio non rivolgersi al medico vaccinatore «a freddo», ma con la relazione di uno o più medici specialisti che valutano la compatibilità delle proprie condizioni con la somministrazione dei preparati anti covid 19.

Ti consiglio anche di farti seguire da un legale competente sin dalle prime fasi; anche se questo legale non necessariamente spedirà immediatamente lettere o diffide è importante per avere una guida passo passo.

Ottenere l’esenzione o il differimento non è facile, ma il rilascio degli stessi da parte della categoria dei medici di famiglia sta procedendo in maniera completamente scriteriata: ci sono persone con patologie lievi che l’hanno ottenuta e altre persone con situazioni molto più gravi che non riescono ad ottenerla.

In questo contesto, salvo il caso di coloro che sono sani al 100%, vale secondo me sempre la pena di provare.

Iscriviti al blog per ricevere tutti i futuri aggiornamenti.

Se ti serve consulenza o assistenza di tipo professionale, clicca qui.

Categorie
tweet

Affari.

Se per conservare la salute hai ceduto la libertà, presto finirai per perdere anche la salute.

Categorie
avvocato risponde

Green pass per chi fa smart working: è obbligatorio?

Introduzione.

A mio giudizio, i lavoratori dipendenti che hanno più di cinquanta anni e svolgono le loro prestazioni lavorative in modalità smart working non devono essere muniti di green pass di alcun tipo, di conseguenza possono svolgere il loro lavoro da casa senza bisogno nè di vaccinarsi nè di sottoporsi al sistema dei tamponi ogni 48 ore.

Questo parere viene reso sulla base della normativa emessa sino al decreto legge del 7 gennaio 2022, n. 1.

L’interpretazione delle leggi, in base all’art. 12 delle preleggi, deve avvenire nel modo seguente: «Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore».

I criteri indicati dalla legge stessa sono quindi due: quello letterale e quello teleologico, cioè relativo allo scopo per cui una determinata normativa è stata adottata ed esiste nel sistema.

Pexels mikael blomkvist 4153314

Criterio Letterale.

Dal punto di vista del primo criterio, quello letterale, sono da svolgere le seguenti osservazioni.

Sulla base delle disposizioni vigenti, il certificato verde è richiesto espressamente per l’«accesso al luogo di lavoro».

Va ricordato, a riguardo, che in base all’art. 14 delle preleggi, leggi «sulle leggi» esistenti nel nostro ordinamento, le disposizioni speciali ed eccezionali non si applicano oltre i casi ed i tempi in esse considerate.

In altri termini, quando una legge è speciale o eccezionale, non si può fare luogo ad interpretazione estensiva, analogica o comunque largheggiare, ricomprendendo nel suo ambito di applicazione ciò che non è espressamente menzionato.

La natura speciale o eccezionale o comunque emergenziale della normazione in esame non mi pare proprio possa in alcun modo essere revocato in dubbio, dal momento che è stata emessa su di una base temporale limitata, connessa ad uno stato di emergenza sanitaria e comprime e limita diritti fondamentali dell’individuo come quello di libera circolazione, di lavoro e di iniziativa economica.

Per questo motivo, il primo argomento – quello letterale – a favore dell’esclusione del green pass per chi svolge il proprio lavoro in modalità smart working, senza cioè accedere ai locali dell’azienda, è particolarmente importante, più importante di quanto avvenga solitamente quando si procedere all’interpretazione della leggi.

Una seconda osservazione, rilevante sia per il criterio in esame che, come circostanza di fatto, per quello successivo, è quella per cui lo smart working si svolge, concretamente, presso la casa di abitazione del lavoratore.

Orbene, la casa di abitazione, o di residenza, non è mai un luogo di lavoro: è un luogo di civile abitazione, una dimora, nel quale solo incidentalmente si svolge una prestazione lavorativa, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologica, come il telelavoro, le videoconferenze e svariati altri, tra cui la condivisione nella cloud dei documenti aziendali.

Detto in altri termini, il fatto che un lavoratore, a volte, svolga presso il proprio domicilio la sua prestazione lavorativa, non determina certamente la trasformazione del domicilio stesso in un locale aziendale.

Ciò, se è interessante sotto il profilo del criterio letterale, che impedisce di pensare che l’accesso alla propria casa si possa mai considerare equivalente all’accesso all’azienda, è rilevante anche sotto il profilo teleologico.

Lo scopo della normativa emergenziale.

Il fine della pesante ed eccezionalissima normativa d’emergenza, senza precedenti nella storia della Repubblica, è dichiaratamente quello di contenere l’epidemia di covid19.

Se, dunque, questo è lo scopo, è evidente che il divieto di accesso senza certificato verde vale solo per l’accesso ai locali aziendali, che sono condivisi con altri lavoratori, appartenenti ad altre famiglie, che potrebbero a loro volta, in ipotesi, essere contagiati.

Mentre, invece, non può certo valere per l’accesso o la permanenza nei locali dove una persona abita e dimora, dal momento che quello è un luogo che il lavoratore frequenta da solo o comunque con altri membri della famiglia che tuttavia frequenterebbe comunque, non potendo certo essere allontanato dalla propria abitazione.

Principio di ragionevolezza.

Viene infine in relazione un altro profilo, quello di ragionevolezza, in base al quale le disposizioni di legge devono essere interpretate in modo ce abbiano un senso piuttosto che nel modo in cui non ne hanno alcuno o diventano impraticabili.

Sotto questo punto di vista, ci si deve chiedere che cosa se ne dovrebbe concludere, in punto a controlli all’accesso, nel momento in cui, per assurdo, si ammettesse che un lavoratore fosse soggetto all’obbligo di presentazione e/o possesso del green pass anche per lo smart working che svolge presso il proprio domicilio.

Si dovrebbe forse ipotizzare che il lavoratore dovrebbe recarsi al mattino presso l’azienda per farsi controllare il green pass dal datore o dal soggetto da questi a ciò preposto, per poi ritornare a casa a svolgere la sua prestazione lavorativa?

Si tratterebbe ovviamente di una soluzione completamente irragionevole e insensata, che per giunta frustrerebbe anche lo scopo fondamentale della normativa di contenimento al massimo grado dell’epidemia, determinando un contatto e un commuting del tutto inutili.

Conclusioni.

Per tutti questi motivi, credo che la normativa vigente ad oggi in materia di certificazione verde vada interpretata nel senso di ritenere che il certificato verde non sia necessario per chi svolge la propria prestazione lavorativa in smart working al proprio domicilio, sia esso all’interno di una famiglia composta da un solo membro che all’interno di famiglie più numerose.

Se il tuo datore di lavoro ti chiede il green pass per lo smart working, vai da un avvocato e fagli scrivere una diffida, magari inizialmente garbata, in cui ricordi che non è dovuto e ne rappresenti i motivi.

Iscriviti al blog per non perdere tutti i futuri aggiornamenti.

Se ti serve consulenza o assistenza professionale, clicca qui.

Categorie
tweet

Karma.

La gente é talmente inviperita che se le proponessi di fare ricorso mi entrerebbe in studio camminando in ginocchio stringendo mazzi di euro in mezzo ai denti.

Se fossi stato disonesto, in questi mesi mi sarei fatto la casa al mare, quella in montagna e il camper.

Usare la formula di prendere i soldi, fare una causa balorda – che il cliente non è purtroppo in grado di valutare perché fa un altro mestiere – poi quando arriva la sentenza di rigetto dare la colpa al giudice é sempre un grande classico.

Con questo non voglio vantare la mia onestà: anche io ogni tanto dico bugie, non sempre sono onesto al 100% e con tutti, a volte non mi lavo i denti.

Però praticare su scala un sistema fallimentare di ricorsi persi in partenza del genere non me la sentirei, sinceramente.

Questo per confermarti che se ti dico che, nella tua situazione, non si può fare ricorso, è proprio inutile, oppure ci sono scarse possibilità, é solo perché é vero.

Io ci guadagnerei molto di più a fartelo fare, come vorresti tu.

Quindi, prima che ci ripensi, accetta il mio parere e metti via l’idea.

E lascia stare gli avvocati di internet: il 90% di loro é caduto dal seggiolone da bambino, alcuni evidentemente più volte.

Evviva noi.

? 1️⃣ cerca «noi non vaccinati solignani» con google 2️⃣ collegati e iscriviti al blog ?

Categorie
tweet

Restiamo umani.

Restiamo umani.

Categorie
tweet

Restiamo uniti ?

Restiamo uniti ?